Accordo spartitorio «Il documento tirato fuori dal Pd»

Mastrocola (Pn): non vogliono Valente candidato in Regione Il segretario Marongiu: dica da chi ha avuto quella carta

LANCIANO. «È un esponente di primo piano del Pd frentano ad aver tirato fuori il documento spartitorio». Dopo aver mostrato la carta dell’accordo di apparentamento fra Mario Pupillo, Pino Valente e Donato Di Fonzo, Fiorello Mastrocola getta un’ulteriore ombra sulla vicenda. A fare da sfondo alla rivelazione del documento potrebbe esserci la diatriba, venuta a galla di recente, tra Pd e Progetto Lanciano. Obiettivo da colpire di tutta l’operazione - condotta all’insaputa dei vertici pd locali - sarebbe, infatti, il vicesindaco Pino Valente.

«Non possiamo restare silenti davanti alle insinuazioni sul nostro conto, fatte ad arte per deviare il discorso e cercando di farci passare per le “teste di legno” di altre formazioni politiche», dice Mastrocola all’indomani delle dichiarazioni del segretario Pd, Leo Marongiu, e del coordinatore di Pl, Marcello Rovetto, «è un esponente di primo piano del Pd frentano ad aver tirato fuori il documento, un dirigente non di Lanciano, che proprio per il suo ruolo ha cercato un intermediario, non potendolo fare per ovvi motivi in prima persona. Questo intermediario si è poi rivolto a chi riteneva l’unico movimento che non lo avrebbe insabbiato».

Che a diffondere la carta sia stato un esponente del Pd, non un amministratore, è un sospetto iniziato a serpeggiare nella stessa maggioranza. La motivazione, secondo Mastrocola, sarebbe da ricercare nelle prossime elezioni regionali. «La motivazione che ha mosso l’esponente pd non è delle più nobili, ma questo a noi poco interessava», continua l’esponente di Pn, «in vista delle regionali i vertici del partito, non riuscendo a individuare una candidatura spendibile sul territorio, stavano valutando l’ipotesi di un esterno: il vicesindaco Valente. E qualcuno all’interno del Pd stesso ha pensato a quel punto di far saltare il banco. Della serie, muoia Sansone con tutti i Filistei!».

Difficilmente, visti i recenti scontri di giunta col Pd, Valente avrebbe trovato posto tra le candidature dei democratici. Ma questo non esclude che l’obiettivo da colpire politicamente fosse proprio il vicesindaco.«Mastrocola faccia nome e cognome, altrimenti la sua è una menzogna», reagisce Marongiu, «è facile fare illazioni, ma non si può tirare la pietra e poi nascondere la mano. Come segretario del Pd esigo che dica a chi si riferisce, assumendosene la responsabilità».

«Gli ho detto che la serpe ce l’hanno in casa», ribatte Mastrocola, «spetta a loro trovarla». Oggi conferenza stampa del sindaco Pupillo.

Stefania Sorge

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