Allarme al Ciapi di Chieti, cassa in deroga in scadenza

Lavoratori preoccupati per il futuro del centro di formazione: ci sentiamo presi in giro dalla Regione

CHIETI. Promettono battaglia i 41 dipendenti del Ciapi, ente di formazione partecipato dalla Regione per il 98 per cento, in attesa dell’assemblea sindacale fissata per martedì. Giovedì scorso i dipendenti si sono riuniti per fare il punto della situazione, preoccupati dall’imminente scadenza della cassa integrazione in deroga, il 29 settembre. Una nota firmata dagli rsa Francesco Verna, Giovanni Placido e Domenico Salvatore assicura che i lavoratori intraprenderanno «tutte le iniziative utili alla risoluzione dei problemi». Si dicono «fortemente preoccupati per il perdurare della grave situazione in cui versa l’ente, non riscontrando al momento possibili, reali e concrete soluzioni ai problemi occupazionali, nonché alla sopravvivenza stessa dell’ente».

Non c’è ancora alcuna risposta chiara sul futuro del Ciapi e i lavoratori appaiono esasperati. «Siamo stanchi di essere presi in giro», si sfoga una dipendente, «finora abbiamo sentito solo chiacchiere, ma noi vogliamo lavorare, non essere parassiti dello Stato. Ci aspettiamo risposte certe, qualcuno ci dica cosa vuole fare la Regione del Ciapi, altrimenti lo chiudano. I vari amministratori mandati dalla politica non hanno mai risanato».

L’ente è vessato da circa 3 milioni di debiti maturati dalle passate gestioni e i dipendenti teatini vivono la cassa integrazione in deroga da tempo. Lo scorso gennaio per loro fu una doccia fredda, dopo circa una anno e mezzo nella stessa condizione, la notizia della cassa integrazione in deroga. Da gennaio 2012 la Regione ha nominato amministratore straordinario del Ciapi l’economista Pino Mauro, docente all’università D’Annunzio. Fino ad allora l’ente di formazione era stato nelle mani della commissaria Emilia Saugo.(f.r.)

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