Autovelox Trignina, riparte il processo con 422 parti civili

In ballo richieste di risarcimento per 87 milioni di euro. Quindici indagati tra sindaci, tecnici e vigili urbani

VASTO. Quindici indagati, 422 parti civili.Riparte stamane con l'audizione delle forze dell'ordine il maxi processo sulla presunta truffa dell'autovelox sulla fondovalle del Trigno. Gli imputati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, peculato, abuso d'ufficio e violazione dell'articolo 97 della Costituzione. Il caso risale a 7 anni fa con le prime indagini dei carabinieri di Atessa. Proprio loro saranno ascoltati questa mattina dal collegio presieduto da Antonio Sabusco, a latere Pasquale Fabrizio e Giovanni Falcione. Numerosi automobilisti affolleranno l'aula.

In ballo mega richieste di risarcimento. Solo il comitato anti autoovelox presieduto da Antonio Turdò contesta multe per 87mila euro: 27 mila incassate dal Comune di San Giovanni Lipioni, 23mila da Fresagradinaria, 14mila da Cupello, 15mila da Lentella, 8mila da Dogliola. La vicenda tiene impegnati 7 legali del comitato: Antonio Ferri di Campobasso, Pasquale Lollino, Michele Ladisernia, Adele Bonifacio e Maria Antonietta Mariani di Isernia, Raffaele Giacomucci e Isabella Mugoni di Vasto. Contro di loro altrettanti colleghi: Nicola Artese, Giovanni Cerella, Domenico Conti, Arnaldo Tascione, Pierpaolo Andreoni e Sabatino Besca.

Una moltitudine i comitati di diverse regioni italiane che chiedono di essere informati sull'evoluzione del processo. Il business degli enti quantificato dai carabinieri è di due milioni di euro: 600mila nel 2005,80mila nel 2006, altrettanti nei primi nove mesi del 2007. A condurre le indagini sono stati i militari coordinati dal capitano Antonio Spoletini. Le multe sulla Trignina in 3 anni furono 16 mila. Turdò sulla vicenda ha scritto anche un libro. «Perché non deve più accadere che gli automobilisti vengano vessati ingiustamente», commenta il combattivo presidente del comitato . «Purtroppo, di tanto in tanto, spuntano nuovi misuratori di velocità. Non ci arrediamo, attediamo con fiducia l'esito del processo», aassicura Turdò.

A galvanizzare i ricorrenti è l'accoglimento delle istanze di risarcimento dei multati(87mila euro).Una decisione a lungo ponderata nel corso dell'udienza tenuta a marzo 2012. Convinti al contrario di poter dimostrare di avere agito sempre legalmente gli indagati: amministratori comunali, vigili urbani e tecnici. Questa mattina dopo la testimonianza dei carabinieri si passerà alla discussione finale. (p.c.)

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