Casa di conversazione, processo sullo sfratto

Davanti al giudice nessun accordo con il Comune per gli affitti non pagati dei locali del municipio

LANCIANO. Nessun accordo, davanti al giudice Ciro Riviezzo, tra Comune e Casa di conversazione, rappresentata in udienza dal presidente dell’associazione culturale, Fiorello Pantaleo. La querelle, che dura ormai da un anno e mezzo, finirà a processo. Il giudice dovrà decidere se dare esecutività allo sfratto per morosità dai locali di piazza Plebiscito nei confronti dell’associazione culturale, accusata di non aver pagato 49.722 euro di canoni arretrati. Lo scorso maggio lo stesso giudice Riviezzo aveva sentito in udienza le due parti chiedendo loro di trovare un accordo entro la giornata di ieri. Ma l’accordo non è mai stato raggiunto.

Ieri mattina il giudice Riviezzo ha proposto alle due parti che l’associazione Casa di conversazione pagasse una prima parte della somma per un importo di 25mila euro di cui 15mila euro da dare subito, e il resto entro la fine di dicembre. Il presidente dell’associazione Pantaleo era pronto a firmare un assegno, ma il sindaco Mario Pupillo ha rifiutato la transazione chiedendo di avere subito i primi 25mila euro delle somme dovute al Comune. Di qui l’arenarsi della trattativa tra toni aspri e a tratti concitati.

«Non posso tollerare che un’associazione non paghi il dovuto dopo mesi di morosità», ha dichiarato il primo cittadino, «ci sono famiglie che vengono sfrattate dalle loro case e che non hanno avuto tutto questo tempo per decidere. Non ci sarà trattativa se non vengono versate le somme richieste».

Il presidente Pantaleo è uscito dall’aula dell’udienza scuro in volto. «Non si è mai visto che un creditore rifiuti la somma di denaro che un debitore gli deve», è stato il suo unico commento. La vicenda finirà dunque a processo.

Da una parte l’amministrazione comunale che ha rivisto i costi e i termini di locazione di tutti gli edifici comunali; dall’altro la storica istituzione culturale che vanta una permanenza in città di 140 anni e che vorrebbe che sui canoni arretrati venissero scontate le somme spese per il restyling dei locali di piazza Plebiscito. (d.d.l.)

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