Chieti, il sindaco dà l'ok: a Casoni i rifiuti pescaresi

Sì ai rifiuti di Pescara e provincia nella discarica di Casoni nel limite del 5% della capienza residua del sito teatino, ovvero circa 2500 metri cubi

CHIETI. Sì ai rifiuti di Pescara e provincia nella discarica di Casoni nel limite del 5% della capienza residua del sito teatino, ovvero circa 2500 metri cubi. Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, apre ai rifiuti di Pescara e in città impazzano le polemiche. Alessandro Marzoli, consigliere comunale del Pd, e Giampiero Riccardo, coordinatore regionale dei Giovani dell'Idv, chiedono in coro le dimissioni immediate del sindaco Di Primio.

«Il sindaco si dimetta. Ha fatto clamorosamente marcia indietro ingannando tutta la città». Questo perché il primo cittadino di Chieti nelle scorse settimane, ha sempre dichiarato la propria contrarietà all'arrivo nella discarica teatina dei rifiuti di Pescara e provincia. Che, è bene precisare, già vengono lavorati nell'impianto di Trattamento meccanico biologico (Tmb) dei rifiuti realizzato e gestito dalla Deco sempre a Casoni. Ma la politica teatina, con a capo i partiti dell'opposizione firmatari di un documento approvato a maggioranza dal consiglio comunale seppur con un solo voto del Pdl, è intenzionata a fare le barricate pur di non vedere arrivare altri rifiuti nella discarica pubblica di Casoni. Una presa di posizione motivata dal fatto che con i rifiuti di Pescara l'esaurimento di Casoni maturerebbe nel giro di due anni al massimo.

Un problema serio per Chieti che sarebbe costretta a conferire altrove la sua spazzatura con conseguente aumento della Tarsu a carico dei teatini. I residenti di Casoni, poi, sono finiti di nuovo sul piede di guerra considerando la già difficile convivenza quotidiana con la discarica e il Tmb. Il sindaco precisa ricordando che la cattiva gestione dei rifiuti porta, a suo avviso, la firma in calce della vecchia giunta regionale di centro sinistra governata da Ottaviano Del Turco e dell'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso.

«Ho dichiarato la mia disponibilità a valutare, così come abbiamo fatto per il Consorzio di Fara e per quello di Teramo, la possibilità», ammette Di Primio, «di ricevere nel limite del 5% della residua capienza della discarica, e solo se strettamente necessario, i conferimenti da parte di Ambiente Spa. Ovviamente dovrò confrontarmi all'interno della mia maggioranza per trovare la soluzione migliore per Chieti e per l'Abruzzo». I giochi, a questo punto, sembrano fatti. Anche se il sindaco ha chiesto, a quanto pare, che un eventuale conferimento della spazzatura pescarese a Casoni avvenga in un secondo momento e non da lunedì.

Divampano, comunque, le polemiche politiche. «Il sindaco Di Primio», attacca Marzoli, «ha clamorosamente smentito se stesso. I rifiuti pescaresi arriveranno a Chieti grazie a un accordo di carattere politico che esula da uno stato di emergenza che, di fatto, non c'è ancora». Il consigliere del Pd teatino aggiunge, poi: «Il problema di Colle Cese era noto da mesi e i big teatini del centro destra, con in testa il sindaco e l'assessore regionale all'Agricoltura, Mauro Febbo, potevano trovare rimedio prima evitando di intervenire a una manciata di giorni dalla chiusura della discarica di Spoltore. Siamo pronti a scendere in strada pur di scongiurare che Chieti diventi la pattumiera d'Abruzzo».

Giampiero Riccardo, dell'Idv, ironizza. «Il sindaco Di Primio a Chieti alza le barricate e si maschera da tutore della salute dei cittadini. Quando mette piede a Pescara o all'Aquila però», dice Riccardo, «lo scenario cambia drasticamente. E' chiaro, ormai, il suo scarso peso politico e farebbe bene a dimettersi subito». L'esponente dell'Idv, infine, si chiede che fine abbia fatto il presunto accordo politico, annunciato in pompa magna dal sindaco a fine gennaio, stretto tra il Comune e la Regione che scongiurava il conferimento dei rifiuti pescaresi a Casoni.

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