Chieti, «La mia città vietata a noi portatori di handicap» / Video

Il viaggio della cronista del Centro tra strade e servizi inaccessibili ai disabili

CHIETI. Viaggio nella Chieti delle barriere architettoniche. Osserviamo la città attraverso gli occhi di una persona come me, fisicamente invalida. Cominciamo a inoltrarci insieme per Chieti alta, da adesso in poi il mio passo in bilico perfino sui miei stessi piedi diventa anche il vostro e la mia andatura un po’ dondolante è anche la vostra. L’ausilio dei bastoni è necessario perché senza non potreste camminare, e pur se utilizzaste i bastoni i problemi persistono: il piede del vostro bastone potrebbe sconfinare in un dislivello dato dalla irregolarità della pavimentazione e voi perdereste l’equilibrio - l’equilibrio non è mai stato di per sé uno dei vostri punti forti, figuriamoci migliorarlo con una pavimentazione irregolare…- cadreste a terra e in quei pochi secondi in cui crollate vi sentireste imbarazzati ma allo stesso tempo sareste fortunati ad avere costantemente qualcuno al vostro fianco ad aiutarvi, se lo avete.

Chieti, una città che non ama i disabili
Barriere architettoniche negli uffici pubblici e nelle scuole, parcheggi riservati inesistenti e divieti ovunque. La città di Chieti non è proprio a misura di disabile, e lo dimostra il reportage della cronista del Centro Nadia Di Iorio.

Se invece non avete nessuno che può essere sempre presente nelle vostre passeggiate chietine, e non guidate? Restate a casa a chiedervi perché alcune persone come voi devono doppiamente sopportare un sistema corrotto. Chieti è ancorata su una collina, vuol dire che nella città ci saranno molte più discese e salite di quante siano le pianure che possano permetterci di renderci autonomi con i nostri bastoni. Già Chieti non è una città a nostra misura, ma dal momento che viviamo qui, e non abbiamo intenzione di trasferirci, vorremmo che venissero effettuate alcune necessarie modifiche. Se non si può eliminare la pavimentazione fatta di sampietrini - con la scarsissima manutenzione genera un’orrenda sensazione di degrado, in più è una pavimentazione praticamente impraticabile con qualsiasi ausilio per disabili e rischia di farci affondare in un abisso di rassegnazione - almeno vengano realizzate corsie dove poter camminare in maniera sicura. E poi ci sono alcuni punti dove si può intervenire in maniera decisa. Come la sistemazione dell'entrata sul retro della scuola media Modesto Della Porta: è uno spettacolo incredibilmente indecente dover ancora assistere a pavimentazioni del genere, una visione orrenda per i normodotati e un problema grande per chi, come noi, è disabile. Si possono inoltre aumentare i parcheggi per disabili, invece di fare una magra figura rimpiazzandoli con le panchine, com’è accaduto in una delle due estremità di corso Marrucino, di fronte alla fontana. Evitare di diminuire i parcheggi in generale, attraverso divieti di sosta per lavori in corso, come è successo in via Don Minzoni, perché è evidente che i mezzi da lavoro riuscirebbero comunque a transitare.
Sono le persone invalide e non solo, a non riuscire nemmeno a trovare parcheggio. Sono i disabili a non poter prelevare dal banco posta, ostacolati da una porta pesante da aprire perché per muoversi hanno bisogno di sfruttare gli ausili. Ed è inutile mettere la pedana se poi l’entrata non ha porte scorrevoli: queste, così come le pedane, andrebbero sistemate di ogni entrata dei posti pubblici. Sono solo alcuni accorgimenti ma si può fare di meglio: basta volerlo.
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