Chieti, no al nuovo ospedale. Ma è tutti contro tutti

Nessuna intesa in consiglio sul project financing: passa la linea della maggioranza. La seduta alla presenza di Paolucci, Flacco, Febbo, Marcozzi e Mascitelli

CHIETI. Nessun documento condiviso sul futuro dell'ospedale Santissima Annunziata. Nel consiglio comunale straordinario di ieri le forze politiche cittadine, alla fine, non hanno trovato alcuna sintesi comune tra i tre ordini del giorno sul tavolo. A dividere è sempre la stessa questione: dire sì o no al project financing per il nuovo ospedale. In ogni caso, passa con i voti favorevoli della maggioranza l'ordine del giorno che ha visto come primo firmatario il consigliere comunale forzista Emiliano Vitale: quello che dice "no" al project financing oggi in discussione e "sì" al Dea di II livello Chieti-Pescara, in cui il territorio teatino abbia il giusto rilievo, anche istituendo la centrale operativa 118 unica nella sede chietina. Rigettato l'odg dei pentastellati Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo che dicono no al progetto di finanza, come quello proposto dal Pd e da Chieti per Chieti, con Luigi Febo primo firmatario, che dice sì sia al project financing sia al Dea di II livello, garantendo il giusto rilievo del nosocomio teatino e intensificando i rapporti con l'università D'Annunzio: «Sarebbe stato bello avere un documento unico» dice il consigliere Bruno Di Paolo di Giustizia Sociale prima di abbandonare l'aula «non mi presto a questo gioco di interessi personali». E dopo la proposta del sindaco Umberto Di Primio di esprimersi punto per punto sull'ordine del giorno risultato poi "vincente", così commenta Alessandro Marzoli del Pd: «Apprezzo il tentativo del sindaco di promuovere una posizione condivisa. Non è stato possibile per egoismi di bottega», mentre il presidente del consiglio comunale Liberato Aceto sottolinea come «ciò che divide è solo la questione sul project financing». Intanto Argenio rimarca come «potevano essere approvati tutti e tre gli odg». Ad assistere all'atteso dibattito cittadini, esponenti del movimento di CasaPound, di Magnifica comunità teatina e quelli del Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti, con anche Marisa Tiberio, vice presidente della Camera di Commercio. Come previsto, in consiglio pure l'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Pietro Smargiassi dei 5 Stelle, Lucrezio Paolini dell’Idv, Mauro Febbo di FI insieme all’onorevole Fabrizio Di Stefano, al direttore generale della Asl Pasquale Flacco e ad Alfonso Mascitelli, direttore dell'Agenzia sanitaria regionale.
Ore di discussione. Un «pizzico di rammarico» lo esprime il sindaco: «Speravo potesse esserci un documento unico» commenta «ma sono soddisfatto: Chieti ha bisogno di investimenti importanti sull’edilizia sanitaria, di recuperare la piena agibilità nei corpi ospedalieri C ed F, di investimenti sul nosocomio. Tuttavia questo project financing non ha più i piedi per camminare, viste anche le incertezze in merito non dipanate né dall’assessore regionale né dai vertici della Asl». Paolucci ricorda come «bisogna continuare ad investire sulla sanità, portare a termine le istruttorie tecniche per il progetto. Entrarvi nel merito prima significa fare dietrologie». Così però risponde Febbo: «Come ho già detto in consiglio regionale gli assessori valgono come il due di coppe quando la briscola è denari. C'è la necessità di intervenire, mettendo a norma le palazzine C ed F dell’ospedale attraverso un project financing molto meno costoso. Non possiamo perdere altro tempo». Di Stefano sottolinea come «la Regione, su questo, deve rimanere unita, senza penalizzare nessun territorio». Così risponde però il consigliere Pd Alessio Di Iorio: «Sono stufo di sentire queste cose da chi ha maltrattato Chieti quando ha governato»; mentre per la Marcozzi «la procedura del progetto di finanza è il male, altre regioni lo hanno confermato». Così, invece, Enrico Raimondi de L'Altra Chieti: «Il consiglio si era già espresso in modo contrario al project. Si tratta di salvaguardare il diritto alla salute, a prescindere da una presunta teatinità». Tante le questioni sul tavolo: «Non si tratta di Chieti contro Pescara» dice Mascitelli «il presidio teatino ha visto aumentati 112 posti letto. La centrale operativa, poi è una struttura tecnica di supporto, non importa dove si trovi». Poi Flacco: «Non possiamo mantenere un presidio sanitario con strutture con vulnerabilità pari a 0,16. Il Santissima Annunziata è stato concepito attraverso progettazioni vecchie, oggi non più concepibili».

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