Confindustria: i rifiuti a Valle Cena

Primavera punta su Cupello per disinnescare l'emergenza Pescara-Chieti

CHIETI. «L'emergenza rifiuti tra Pescara e Chieti si può evitare, anche in tempi brevi. Basta sostenere l'unica proposta positiva che in questi mesi è stata presentata a livello regionale». C'è il sigillo di Confindustria sulla candidatura dell'impianto Civeta, a Valle Cena di Cupello, a diventare il polo ecologico dell'Abruzzo, il centro dove riciclare i rifiuti regionali approdando persino alla fase della valorizzazione energetica.

L'iniziativa del sindaco di Cupello, Angelo Pollutri, non è inedita. Da mesi, l'amministrazione comunale del Vastese si è fatta avanti per costituire una vera e propria filiera nella lavorazione dei rifiuti. La novità è la «benedizione» del presidente degli industriali teatini, Paolo Primavera, che indica la soluzione del Civeta come l'unica possibile per scongiurare l'emergenza che sta per esplodere a Pescara con l'esaurimento della discarica di Colle Cese di Spoltore, e le ricadute, pressoché inevitabili, che incombono sul capoluogo teatino, in particolare sull'impianto di Casoni.

«La proposta è di sicura importanza per le aziende già insediate nel comprensorio», osserva Primavera, «ma potrebbe essere capace di influire positivamente anche sulle scelte per localizzarne di nuove. Sicuramente, ci troviamo di fronte a uno dei pochi esempi positivi di concreta promozione e sostegno alle attività produttive. Un'iniziativa che intendiamo sostenere», prosegue il presidente della Confindustria, «poiché da sempre siamo assertori di uno sviluppo che, senza falsi pudori, tenga conto della necessità di facilitare la gestione ecologica e innovativa delle attività produttive in genere».

Gli industriali teatini rompono così il muro del silenzio attorno a un'emergenza che ha radici lontane, e che sembra rivestire ogni giorno di più le caratteristiche della inevitabilità. Ma davvero la soluzione Civeta può essere un modo per evitare che Chieti diventi «la pattumiera» dell'area metropolitana? «Crediamo nella proposta del sindaco Pollutri» afferma Primavera, «e Confindustria resta a disposizione nella promozione di questa iniziativa con tutti gli enti e le amministrazioni interessate, perché siamo convinti che quella prospettata dal sindaco di Cupello sia davvero una candidatura credibile, collocata su un'area lontana dai centri abitati, insomma idonea a portare avanti un progetto efficace sul ciclo integrato dei rifiuti».

La proposta del sindaco Pollutri è riassunta in un ordine del giorno che l'amministrazione comunale ha approvato nell'assemblea civica del 31 gennaio scorso. Di cosa si tratta? Nel 1997 è entrato in funzione l'impianto di compostaggio e riciclaggio dei rifiuti urbani a Valle Cena di Cupello, la cui progettazione risale al 1988. Oggi lo stesso impianto lavora a basso regime ma potrebbe notevolmente migliorare il servizio ai Comuni consorziati, addirittura a tutta la regione, se fosse messo nelle condizioni di poter attuare tutte le attività connesse al ciclo integrato dei rifiuti. Inoltre, c'è la possibilità di poter operare, diversamente dalle grandi aree urbane, in una zona lontana dai centri abitati, quindi a bassa conflittualità sociale, anche perché il Comune di Cupello ha già deliberato la propria disponibilità ad accogliere sul proprio territorio processi migliorativi nelle lavorazioni dell'impianto di Valle Cena. L'attività si svolge nelle aree di contrada Bufalara e Montalfano, siti interessati da cinquant'anni dalla pianificazione del consorzio industriale di Vasto, dove però non di prevede alcun investimento produttivo, tanto meno infrastrutturale. Come a dire che le aree in questione sono industriali solo sulla carta.

C'è dunque un rilievo di carattere logistico nella proposta dell'amministrazione di Cupello. «Che mira ad attirare insediamenti produttivi ecologicamente compatibili e innovativi, favorendo al tempo stesso lo sviluppo su altre aree delle attività di valorizzazione turistica e ambientale» sottolinea il sindaco Pollutri che, in questo contesto, cita ad esempio il caso del Parco della costa teatina. «Tenendo conto del particolare e difficile momento sociale che vive il comprensorio Vastese, prodotto dalla crisi industriale che interessa la vallata del Sinello, Treste e Trigno», si afferma nel documento comunale, «e rilevato che, storicamente, la materia energetica è stata spesso il volano dello sviluppo industriale, come nel caso del metano negli anni Sessanta, si propone di sottoporre all'attenzione dell'amministrazione provinciale, che coordina le politiche urbanistiche di sviluppo industriale, del consorzio Asi del Vastese e della Regione Abruzzo, la possibilità di generare una variante al Piano territoriale delle attività produttive, in modo da liberare le aree da insediamenti in località Bufalara e Montalfano e allocare le rispettive volumetrie nelle zone di Valle Cena adiacenti all'impianto consortile di riciclaggio e compostaggio».

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