le reazioni dei sindacati

Fallimento della San Marco Cisl e Uil: il lavoro va tutelato

LANCIANO. Si apre una nuova fase per la San Marco, la storica azienda metalmeccanica lancianese il cui fallimento è stato ratificato nei giorni scorsi dal tribunale di Lanciano e dalla Corte d’appell...

LANCIANO. Si apre una nuova fase per la San Marco, la storica azienda metalmeccanica lancianese il cui fallimento è stato ratificato nei giorni scorsi dal tribunale di Lanciano e dalla Corte d’appello dell’Aquila. Il compito di traghettare gli stabilimenti della famiglia Sideri e gli oltre 200 lavoratori del gruppo frentano a un approdo economico e lavorativo certo, è ora affidato ad un curatore fallimentare.

A lanciare l’allarme di un nuovo possibile scenario è stata la Fiom, all’indomani della decisione della Corte d’appello che ha respinto il ricorso della famiglia Sideri contro la dichiarazione di fallimento. Per Davide Labbrozzi, della segreteria provinciale Fiom, la strada costruita due anni fa con il gruppo Stola che era interessato all’acquisto dei siti della San Marco, sarebbe ora in discussione. Esprime preoccupazione anche Nicola Manzi, segretario provinciale della Uilm: «Il fallimento rimette la palla al centro: bisogna ricominciare tutto daccapo e ci sono nuove prospettive da esplorare, adesso tutto può succedere. Il gruppo Stola era una garanzia per il territorio», prosegue Manzi, «peraltro già sperimentata con la Irma, (una delle fabbriche più grandi dell’indotto Sevel che produce allestimenti speciali per il furgone Ducato, ndc). Questo fallimento chiude drammaticamente il percorso di un gruppo industriale, quello dei Sideri, che ha fatto la storia industriale di Lanciano e della Val di Sangro. Il nostro compito è ora quello di seguire tutte le fasi di questo nuovo scenario e tenere la situazione sotto controllo. Facciamo appello al curatore fallimentare affinchè agisca principalmente tenendo presente il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie. Il lavoro va tutelato».

Più tranquillo appare invece Domenico Bologna, segretario regionale Fim-Cisl: «Capisco gli allarmi, ma c’è un accordo del gruppo Stola fatto col curatore, che ci lascia abbastanza sereni. Lo stesso gruppo Stola, che due mesi fa ha firmato per altri due anni di affitto degli stabilimenti, non ci ha lanciato nessun allarme, anzi ci ha confermato che non sarebbe cambiato nulla. È vero che in questo momento storico dobbiamo preoccuparci di tutto», prosegue Bologna, «ma non bisogna creare allarmismo. Quello che è davvero importante in questo momento è che il gruppo Stola continui a lavorare per Fiat e Sevel e si inserisca nel gruppo di lavoro per il nuovo Ducato. La San Marco deve tenersi pronta al cambiamento». (d.d.l.)

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