Forza Italia va avanti: diserta il consiglio decisivo 

D’Ingiullo: richieste disattese su Di Biase e assunzioni a Teateservizi, non votiamo Sale la protesta dell’Udc: approvazione del bilancio a rischio, ipotesi dimissioni

CHIETI. Forza Italia è pronta a disertare il consiglio comunale decisivo sul bilancio in programma oggi dalle 9. Ieri, il capogruppo Marco D’Ingiullo e i consiglieri Maura Micomonaco, Emiliano Vitale, Maurizio Costa ed Elisabetta Fusilli hanno preso la decisione: non vogliono partecipare alla seduta. «Le nostre richieste restano disattese», avverte D’Ingiullo. L’assessore Carla Di Biase, candidata in Regione con Forza Italia senza il benestare di Mauro Febbo (punto di riferimento dei ribelli forzisti), è ancora in giunta nonostante il gesto della riconsegna delle deleghe; e la stabilizzazione dei 48 precari della Teateservizi è in bilico a causa delle dimissioni improvvise dell’amministratore unico Giovanni D’Amico ad appena un mese dalla nomina.
Una giornata tesa: per le 8.30 il sindaco Umberto Di Primio ha convocato una riunione di giunta per un annuncio urgente: potrebbe dimettersi?
Di certo, i 5 dissidenti forzisti non sono più i soli schierati contro Di Primio: sale la protesta dell’Udc che chiede conto degli aumenti della Tari – Mario De Lio, Marco Russo, Clara Ricciardi e Roberto Melideo potrebbero non votare – e la lista civica Identità teatina con Nicoletta Di Biase inizia ad alzare la voce. Se andasse così, il sindaco, autosospeso da Forza Italia, incasserebbe un’altra bocciatura. Come è accaduto lo scorso anno con la vendita della farmacia comunale di Filippone. Ma adesso il rischio è ancora più grave: in gioco, a un anno dalle elezioni, c’è il futuro del Comune.
Da Forza Italia, poi, arriva una replica al consigliere Pd Alessandro Marzoli che ha chiesto ai ribelli di andare fino in fondo e mandare a casa il sindaco: «Marzoli parla senza cognizione di causa. I consiglieri di FI fanno capo esclusivamente a me», dice, «abbiamo fatto determinate richieste politiche-amministrative all’amministrazione che, purtroppo, restano disattese». Su Di Biase, D’Ingiullo dice: «Tutto è correlato alla sua inconcludenza amministrativa e alla sua presunzione verso alcuni consiglieri e organizzatori di eventi culturali. Sfugge un particolare: i consiglieri andrebbero rispettati perché non sono burattini pronti a dire solo signorsì ma rappresentano la colonna portante dell’amministrazione. Di certo, nessuna lezione dai politici Pd: la cittadinanza è ormai edotta di tutti i problemi che hanno causato».