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Fuga d’amore con una minore Cominciato il processo

CUPELLO. I tentativi di conciliazione fra le famiglie dei giovani protagonisti della tormentata fuga d’amore che diciotto mesi fa tenne il paese con il fiato sospeso, sono falliti. Ieri mattina non...

CUPELLO. I tentativi di conciliazione fra le famiglie dei giovani protagonisti della tormentata fuga d’amore che diciotto mesi fa tenne il paese con il fiato sospeso, sono falliti. Ieri mattina non è stato possibile trovare l’accordo suggerito dal giudice del tribunale di Vasto, Rosaria Buri. Il processo a carico dell’operaio di Cupello di 22 anni finito nei guai per amore, va avanti. Il giovane è chiamato a rispondere di sottrazione di minore. Un anno e mezzo fa si allontanò da casa con la fidanzatina che all’epoca aveva solo 14 anni. I carabinieri li ritrovarono in Molise e li riportarono a casa. Il 7 luglio 2013 la coppia sparì per la seconda volta. Furono ritrovati dopo 22 giorni a Martinsicuro (Teramo). L’accusa, che ha condotto il ventiduenne in tribunale è riferita alla prima fuga, ma la posizione dell’indagato potrebbe essere aggravata dalla seconda fuga.

L’avvocato che rappresenta la famiglia della quindicenne,Antonio Boschetti, ha chiesto al giudice il divieto di avvicinamento del giovane alla ragazza arrivando ad ipotizzare il plagio. Diametralmente opposta la posizione del difensore dell’imputato, l’avvocato Angela Pennetta. Quest’ultima ha chiesto ai giudici l’acquisizione dei tabulati degli sms scambiati dai due prima del secondo allontanamento per dimostrare che il 22enne non ha mai plagiato nessuno. Il giudice, a questo punto, sentite le parti, ha ritenuto importante ascoltare la versione della protagonista della tormentata vicenda e per questo ha rinviato il processo al 6 marzo 2014.

Quel giorno la studentessa sarà in aula. La ragazza ha compiuto 15 anni ad agosto. Ha conosciuto l’operaio 3 anni fa. «Da quel momento», raccontano in paese, «i due giovani sono diventati inseparabili. I genitori della ragazzina vista l’età della figlia sono molto preoccupati. La vicenda è seguita anche dai Servizi sociali. La studentessa ha ripreso a frequentare la scuola. Pare stia meglio ma il suo umore non è sempre allegro.

Mamma e papà continuano ad essere angosciati. La coppia si è costituita parte civile e chiede al ragazzo un risarcimento danni. (p.c.)

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