vasto

Guidava la moto nel tentato omicidio: 8 anni

Quattro spari contro Jari Pellerani, Michele Lattanzio condannato dal gup con il rito abbreviato

VASTO. Otto anni di reclusione per tentato omicidio. È la pena inflitta con rito abbreviato dal gup Stefania Izzi a Michele Lattazio, 30 anni. L’operaio ferito a giugno a colpi d’ascia da Jari Pellerani, 28 anni, aiutato da due complici all’esterno del bar Del Giglio, secondo le indagini dei carabinieri dirette dal procuratore Giancarlo Ciani, sarebbe uno dei due killer che il 9 aprile 2014 cercarono di uccidere lo stesso Pellerani sparandogli alle spalle da una moto in corsa. Lattanzio, secondo i giudici, era il conducente della Ducati usata dai killer. Con lui c’era Fabio Scafetta, anche lui operaio, incensurato, di 30 anni.

Nell’aula del tribunale di Vasto, il pm Giancarlo Ciani ha ricostruito meticolosamente l’agguato, gli spari alle spalle, il tentativo di sbarazzarsi della moto usata per il tentato omicidio abbandonandola dopo averla bruciata per cancellare le impronte e gli indizi. Una ricostruzione analitica e puntuale, quella fatta dalla pubblica accusa, supportata dal contenuto delle intercettazioni telefoniche. Materiale probatorio che ha convinto il gup della colpevolezza dell’accusato. Pellerani si è costituito parte civile rappresentato dall’avvocato Elisa Pastorelli. Il 19 maggio sia lui che le altre persone coinvolte nella vicenda compariranno davanti al collegio del tribunale di Vasto e saranno giudicate con rito ordinario e con l’ammissione dei mezzi istruttori.

Il processo a carico degli indagati dei due tentati omicidi avvenuti in città l’8 aprile e il 4 giugno 2014 era iniziato a dicembre. La vittima del primo tentato omicidio fu Pellerani. Avvicinato da una moto mentre tornava a casa, fu ferito con quattro colpi di arma da fuoco. Il 4 giugno all’esterno del bar Del Giglio un giovane aggredì a colpi di ascia un operaio, Michele Lattanzio. Per i carabinieri e la polizia lui e l’amico Fabio Scafetta, furono i due autori del tentato omicidio di Pellerani. Anche Pellerani fu arrestato. Sarebbe stato lui a colpire Scafetta con l’ascia. Con Pellerani finirono in manette altri due presunti complici, Antonio Santoro e Marco Maranca. Lattanzio ha sempre rigettato le accuse per questo ha chiesto e ottenuto il giudizio con il rito abbreviato. Gli altri indagati hanno appreso la sentenza con grande preoccupazione. (p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA