Il giudice: benefici agli esposti all'amianto

Condannata l'Inps: contributi pensionistici da rivalutare a 21 operai ex Magneti Marelli

SAN SALVO. «I ricorrenti hanno diritto ai benefici previdenziali connessi all'esposizione qualificata all'amianto». Recita così la sentenza del giudice del lavoro del tribunale di Vasto, Stefania Izzi, in favore di 21 lavoratori della ex Magneti Marelli, ora Denso. La sentenza che condanna l'Inps a corrispondere a 21 lavoratori le maggiorazioni contributive previste dall'articolo 13 della legge 257 del 1992 è stata letta ieri alle 17.

La sentenza, dopo un'attenta valutazione da parte del magistrato, mette fine a un lungo e sofferto procedimento giudiziario iniziato il 25 novembre 2009. «Giustizia è fatta»: è stato il commento a caldo del legale che per tre anni ha assistito i lavoratori, l'avvocato Massimiliano Conti.

La posizione di ogni lavoratore e la somma da corrispondere ai fini pensionistici in base ai coefficienti di legge sarà valutata caso per caso nelle prossime settimane. Il periodo di riferimento comunque va dal 1973 al 1991. Diciotto anni nel corso dei quali gli operai sarebbero stati esposti all'amianto, sostanza notoriamente dannosa per la salute.
Dal 1992 nella fabbrica di Piana Sant'Angelo è stata eliminata qualsiasi traccia di amianto. La maggior parte dei 21 lavoratori si trova ora in pensione. Uno di loro ha sofferto di una grave patologia che lo ha costretto a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico.

«Anche gli altri lavoratori hanno avuto diversi problemi di salute che per pudore hanno preferito non rivelare», rimarca l'avvocato Conti. Il giudice Stefania Izzi ha riconosciuto il diritto dei ricorrenti a ricevere gli arretrati e gli interessi legali sulla pensione. La sentenza, quindi, farà giurisprudenza ed è destinata a spianare la strada ad altre iniziative analoghe nelle aule giudiziarie.

«Non è stato semplice ma siamo riusciti a dimostrare, grazie a puntuali consulenze tecniche, la prolungata esposizione all'amianto dei 21 lavoratori e quindi il loro diritto ad ottenere quanto contemplato dalla legge 257. L'Inps ha presentato una eccezione invocando la decandenza dei termini, ma anche questo particolare è stato smentito. Non posso che essere soddisfatto dell'esito del processo», afferma l'avvocato Conti.

I lavoratori, ai quali è stato lo stesso legale a comunicare l'esito del procedimento, esultano. E con loro esulta anche l'ex Verde Ivo Menna, rappresentante delle relazioni esterne del "Comitato esposti all'amianto". L'ambientalista qualche settimana fa, all'indomani della sentenza di condanna a 16 anni dei vertici Eternit emessa dal tribunale di Torino, aveva auspicato una maggiore sensibilità sulla questione da parte di tutti i tribunali italiani e abruzzesi anche in merito al riconoscimento dei benefici previdenziali.

«Le vittorie giudiziarie iniziate nel 2005 sono importanti ma è necessario eliminare l'amianto laddove è ancora presente. Il degrado di questo materiale favorisce altre forme di contaminazione», ha comunque ricordato in una nota Menna. (p.c.)

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