«Imu, inutili i sacrifici dei cittadini»

D’Ortona (Pdl): aliquote aumentate ma il Comune ha incassato meno per il bilancio gestito male

LANCIANO. «Aumenta l’Imu, ma i sacrifici chiesti ai cittadini sono stati inutili». Il capogruppo del Pdl, Manlio D’Ortona, commenta così i dati sull’imposta municipale unica, che ha portato nelle casse comunali 8.700.000 euro.I pagamenti sono stati in media di 220 euro per la prima casa e di 374 euro per gli altri immobili.

L’aver applicato aliquote più alte, del 5 per mille per l’abitazione principale e del 10,6 per mille per seconde case, terreni edificabili e attività produttive, non ha prodotto maggiori ricavi, come rilevato dall’assessore alle finanze, Valentino Di Campli.

«Di Campli e la sua maggioranza devono assumersi la responsabilità di aver aumentato l’aliquota sulla prima e sulla seconda casa», sostiene D’Ortona, «gravando sulle tasche dei cittadini in misura maggiore di quanto imposto dal governo. E se il Comune ha incassato meno, forse ha dimostrato di non sapere gestire al meglio il bilancio, visto che a un grande sacrificio chiesto ai lancianesi, non è corrisposto un miglioramento della situazione finanziaria. Questa dipende dalle decisioni della maggioranza che ormai, a quasi due anni dal suo insediamento, non può più attribuire alla passata amministrazione e al governo, i propri fallimenti».

Il capogruppo Pdl evidenzia l’aumento rispetto al passato: Imu prima casa +25%, Imu seconda casa e immobili per attività produttive +40%. «A Lanciano si paga l’aliquota Imu più alta di tutto il comprensorio», rincara D’Ortona, «e la media dei versamenti per gli immobili diversi dalla prima abitazione dimostra che soltanto ad Atessa e a San Salvo sono più alti, perché si tratta di aree altamente industrializzate. Per il resto», conclude l’esponente di opposizione, «Lanciano “vince” il confronto con tutte le altre città del comprensorio, ma non è cosa di cui andare fieri». (s.so.)

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