Inflitti 69 anni di carcere per lo spaccio

Cozzolino e la moglie, collaboratori di giustizia, condannati a 10 anni ciascuno. Ammende complessive per 220 mila euro

VASTO. Sessantanove anni di reclusione con pene che vanno da 3 a 10 anni e oltre 220 mila euro di ammende. È la sentenza emessa ieri dal giudice del tribunale di Vasto, Giovanni Falcione, per 12 indagati della maxi operazione antidroga “Tramonto”. Il giudice ha modificato in parte le richieste del Pm Giancarlo Ciani e chiesto pene più severe per Lorenzo Cozzolino, difeso dall’avvocato Antonio Di Micco, del foro di Napoli, e la moglie Italia Belsole, assistita dall’avvocato Nicola Artese. I due, ora collaboratori di giustizia, sono stati condannati a dieci anni di reclusione e 30 mila euro di multa a testa (il Pm aveva chiesto 6 anni a testa).

Ridotta a sei anni (il Pm ne aveva chiesto 12) e 30 mila euro di multa la condanna per Giuseppe Florio, assistito dagli avvocati Arnaldo Tascione e Raffaele Giacomucci. Sei anni di reclusione e una multa di 30 mila euro anche per Giovanna Cozzolino, la figlia di Lorenzo. La ragazza, che ha rifiutato per ben due volte il programma di protezione prendendo le distanze dal padre, era difesa dall’avvocato Gaetano Coccoli. Dimezzata anche la pena per Corrado Piazzese (il Pm aveva chiesto 8 anni),difeso dall’avvocato Giacomucci. L’uomo è stato condannato a 4 anni di reclusione e 10 mila euro di multa. È di 4 anni e 8 mila euro di multa la condanna per Michele D’Aurizio; sei anni e 30 mila euro per Franco Pennese, Gaetano Ariosto, Simone Forlini. Quattro anni di reclusione e 10 mila euro di multa per Luciano Michele De Stasio, quattro anni e 3 mila euro di multa per Lauro Cetrullo, 3 anni e 6 mila euro per Daniel Vito De Nicolis.

«La motivazione della sentenza sarà pubblicata tra 30 giorni», dice l’avvocato Tascione. «Per quanto mi riguarda sono soddisfatto per la riduzione di pena ottenuta per Florio».L’udienza iniziata ieri alle 10 è terminata dopo un paio d’ore.

L’operazione Tramonto fu un blitz concordato dalle forze dell’ordine di sei regioni, Abruzzo, Molise ,Campania, Lazio, Puglia, Emilia Romagna. I provvedimenti presi a gennaio 2011 furono il colpo di coda di un certosino lavoro investigativo durato più di un anno e diretto dal Pm Giancarlo Ciani e dal procuratore capo Francesco Prete. Il 17 maggio davanti ai giudici compariranno gli ultimi imputati: il gruppo che si è sempre dichiarato innocente e per questo ha rifiutato il rito abbreviato e il patteggiamento della pena.

Gli indagati sono otto e saranno assistiti dagli avvocati Agostino e Nicola Chieffo, Angela Pennetta e Raffaele Giacomucci. L’udienza con rito ordinario, iniziata il 16 aprile, è stata rinviata di un mese per l’applicazione di un nuovo magistrato.

Paola Calvano

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