La villa confiscata è in abbandono Doveva diventare Casa famiglia

La lussuosa abitazione è passata dal 2013 dalla proprietà dei privati a quella del Comune L’assessore Suriani: «La volontà della giunta è di destinarla a fini sociali». Ma che si aspetta?

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VASTO. La confisca è diventata definitiva da più di un anno, dopo una querelle giudiziaria iniziata nel 2010, ma la lussuosa villa di via Dei Bontempi, all’Incoronata, resta inutilizzata. La proprietà dell’immobile, sequestrato ad una coppia di rom perché ritenuto provento di attività illecite, è stata trasferita al Comune che ha intenzione di utilizzarlo a fini sociali, riconvertendolo in Casa famiglia per minori, ma il progetto è rimasto sulla carta. Tra i residenti di via Dei Bontempi, che alcune sere fa hanno visto improvvisamente le luci accese all’interno dell’abitazione, cresce la preoccupazione che la villa resti abbandonata o che possa essere occupata abusivamente. Qualcuno ha anche provveduto a segnalare l’accaduto all’assessore alle politiche sociali, Anna Suriani, che ha chiesto alla polizia municipale di effettuare un sopralluogo.

Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene
(dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)

 

«La volontà dell’amministrazione comunale è quella di destinare la villa a Casa famiglia per minori», ribadisce la delegata della giunta guidata dal sindaco Luciano Lapenna, «la struttura è particolarmente indicata per svolgere tale funzione sociale. Tra l’altro non avrebbe neanche bisogno di particolari modifiche disponendo di ampi spazi sia interni che esterni. È stato anche abbozzato uno schema di gara», precisa l’assessore che sottolinea la necessità di una struttura del genere. I dati, del resto, parlano da soli: il Comune di Vasto spende ogni anno circa 500mila euro per il ricovero dei minori che vengono allontanati dalle famiglie in seguito ai provvedimenti del tribunale dei minorenni dell’Aquila. Il collocamento nelle strutture avviene quando all’interno della rete parentale mancano familiari in grado di svolgere un’adeguata funzione genitoriale ed educativa. Attualmente sono 16 i minori collocati in Casa famiglia. Il fatto di avere una struttura di proprietà dell’ente agevolerebbe di molto il lavoro dei servizi sociali, oltre ad avere anche dei risvolti di tipo economico.

Ovviamente la gestione della Casa famiglia dovrebbe essere affidata ad una cooperativa sociale non potendo il Comune farsene carico con il proprio personale. Di sicuro la riconversione della villa dovrebbe essere ai primi posti dell’agenda politica. La Corte di Cassazione ha confermato la confisca della lussuosa villa (valore stimato in un milione e 200mila euro) nel 2013 e ha contestualmente autorizzato il trasferimento dell’immobile dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati al Comune di Vasto. È stato l’epilogo di una vicenda giudiziaria iniziata nel 2010 con l’arresto di una coppia rom per detenzione a fini di spaccio di un grosso quantitativo di sostanze stupefacenti.

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