Ore 3: bruciata un’auto, danni a una casa

Incendiata la Lancia di un commerciante. Nello stesso cortile 4 anni fa era stata data alle fiamme la vettura di un barista

VASTO. Dice di non avere nemici il commerciante quarantenne proprietario della Lancia Phedra distrutta ieri notte, alle 3, in via Casetta, da un incendio doloso. I vicini di casa sono terrorizzati ma nessuno di loro è in grado di aiutare le forze dell’ordine. Solo un miracolo ha evitato una strage. I residenti sono stati svegliati da un boato seguito dall’esplosione dei vetri delle finestre. Il fuoco ha divorato in una manciata di minuti la Lancian parcheggiata nel cortile interno del condominio e raggiunto una Mercedes Classe A e uno scooter Scarabeo. Le fiamme hanno annerito anche la facciata del palazzo e le tapparelle facendo esplodere le finestre. Il bilancio avrebbe potuto essere molto più pesante se il fuoco avesse raggiunto i contatori del metano distanti pochi metri dalle vetture. Nello stesso cortile il 19 aprile qualcuno aveva sistemato sotto una Daewoo Matiz un raudo che ha provocato una esplosione e 4 anni fa il fuoco ha distrutto la Volkswagen Golf di un barista.

Il fatto. Mancavano due minuti alle 3 quando una violenta deflagrazione ha svegliato i residenti del condominio contrassegnato dal numerto civico 3B in via Casetta. La gente terrorizzata è scesa nel cortile e si è trovata al centro dell’inferno. Una Lancia Phedra era completamente avvolta dal fuoco. Le fiamme erano così alte da arrivare al quarto piano del fabbricato. Il fuoco ha aggredito in una manciata di minuti una Mercedes Classe A e uno Scarabeo. I vigili del fuoco arrivati sul posto due minuti dopo hanno impiegato un’ora e mezza per spegnere completamente le fiamme e mettere in cortile in sicurezza. Insieme ai pompieri è arrivata la polizia. La pattuglia “volante” ha ascoltato sia il proprietario della Phedra e sia i vicini di casa. «Il copione è sempre lo stesso: nessuno ha idea di chi possa aver appiccato il fuoco e perché», dice il dirigente del commissariato, il vicequestore Cesare Ciammaichella. «Stiamo cercando di fare il possibile per dare al più presto una risposta al malvezzo degli incendi dolosi», si limita ad aggiungere il dirigente della polizia.

L’esplosione di aprile. Lo scorso 19 aprile, qualche minuto dopo le 2, i residenti di via Casetta furono svegliati da una deflagrazione. Gli investigatori trovarono sotto una Daewoo Matiz parcheggiata in un cortile i resti di un grosso raudo. A far esplodere il petardo potrebbero essere state le stesse persone che ieri mattina hanno incenerito la Phedra. Quello di ieri mattina è il terzo incendio avvenuto in via Casetta. Il 9 gennaio 2010 con la stessa tecnica venne distrutta la Golf di un barista.

La videosorveglianza. L’incendio è il messaggio di vendetta più diffuso. È il più rapido e il fuoco distrugge tutto, anche le impronte. A Vasto in un mese si contano 11 incendi dolosi. Molte città hanno risolto il problema con la videosorveglianza. Anche se la telecamera non è puntata sull’incendiario, può catturarne la fuga. «È dimostrato che è lo strumento più efficace per individuare i responsabili di molti reati: furti, rapine, incendi, aggressioni», conferma il vicequestore Ciammaichella. L’auspicio del responsabile del commissariato e prima ancora del questore e dal prefetto Fulvio Rocco De Marinis è che presto il Comune riesca a superare tutti gli ostacoli che da cinque anni impediscono l’accensione delle telecamere. «La videosorveglianza non è più rinviabile. Non ci sono più scuse», insiste l’associazione dei consumatori Codici.

(p.c.)

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