Sabella: recessione per tutto il 2012

L'ente camerale presenta i dati sul primo trimestre dell'economia teatina

CHIETI. Economia teatina in recessione ancora per tutto il 2012. Il valore aggiunto, la ricchezza reale prodotta, calerà dell'1,7 per cento e l'occupazione perderà ancora un meno 1,4 per cento, che equivale a circa 1.500 posti di lavoro. «Rilanciare si può, serve fare sistema». È l'indicazione che arriva dalla decima Giornata della Economia celebrata giovedì alla Camera di Commercio.

«Rilanciare si può, serve fare sistema». È l'indicazione che arriva dalla decima Giornata dell'Economia celebrata giovedì alla Camera di Commercio. Puntuale l'analisi dei dati offerta dal segretario generale dell'ente, Paola Sabella. «La crisi sta manifestando i suoi effetti sul nostro tessuto imprenditoriale», dice il tecnico, «nel primo trimestre di quest'anno abbiamo un saldo negativo di 398 imprese, il peggiore degli ultimi anni. Le previsioni non sono incoraggianti per tutto il 2012. Si prevede una diminuzione del valore aggiunto dell'1,7% contro il 2 per cento abruzzese e l'1,5 nazionale. Non mancheranno i contraccolpi sui livelli occupazionali, che caleranno dell'1,4 per cento».

La Camera di Commercio da anni dimostra di non voler starsene con le mani in mano. E ha messo in campo, come ricorda spesso il presidente, Silvio Di Lorenzo, progetti d'eccellenza come il campus dell'Automotive, la valorizzazione dei porti di Ortona e Vasto e della Costa dei Trabocchi, la rivitalizzazione delle attività economiche nei centri storici delle città più grandi. Progetti da tempo inseguiti, mai concretamente realizzati, sui quali serve ora più che mai imprimere un'accelerazione. A sottolinearlo è l'ordinario di Economia e gestione delle imprese della d'Annunzio, Andrea Prencipe: «C'è bisogno di un Paese che corre, a volerla dire con le parole della Regina delle carte rosse nella fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie». In un mercato globalizzato determinante è il fattore tempo, ma anche il coraggio di osare con intelligenza. Ecco perché l'ente camerale sottolinea la sinergia avviata con l'officina delle intelligenze, l'università, in questo caso la d'Annunzio, e sforna dati che fanno riflettere. In provincia di Chieti, solo il 9,8% della popolazione ha un titolo universitario, contro l'11,7 abruzzese e l'11,1 italiano. Il 41,2% dei laureati residenti in provincia ha conseguito il titolo accademico fuori regione. «Forse qui gioca un ruolo la dislocazione delle facoltà», osserva de Di Lorenzo, «continuo a credere che occorrerebbe portare un corso di ingegneria sulla costa, anche solo con alcune specialità». Una collaborazione con l'università che il manager vedrebbe ben congegnata nel campus dell'Automotive, piattaforma di collaudo delle produzioni e laboratorio di ricerca per l'innovazione della metalmeccanica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA