Usura, chieste condanne per 46 anni

Prestiti con tassi del 15% al mese: dura requisitoria del pm Menditto per l’applicazione di multe per 148 mila euro

LANCIANO. Dieci richieste di condanna per oltre 46 anni di reclusione complessivi e 148 mila euro di multa. Un’assoluzione. Sono le richieste del pubblico ministero, Francesco Menditto, al termine della requisitoria di quasi 4 ore nel processo con 11 imputati legato all’“Operazione Cupola” della polizia, che nel 2007 portò a tre arresti e 19 denunce con le accuse di associazione a delinquere finalizzata a truffa, usura e ricettazione. Un’udienza-fiume, quella di ieri davanti al collegio presieduto da Ciro Riviezzo, a latere Paola De Nisco e Francesco Marino, perché oltre alla Procura sono stati ascoltati gli avvocati della parte civile e della difesa. Quest’ultimi hanno chiesto l’assoluzione dei propri assistiti.

Diversi i capi di imputazione di un processo molto complesso, che va avanti da quasi due anni e che ha visto sfilare circa 50 test. Per quanto riguarda l’accusa, Menditto ha chiesto ai giudici condanne dure, senza attenuanti generiche. Per Antonio Dell’Orefice chiesta condanna a 8 anni di reclusione e 30 mila euro di multa; per Domenico Dell’Orefice 4 anni e 25mila euro di multa; due anni per Rosalba Abbonizio, 6 anni e 10 mesi e 28 mila euro di multa per Angelo Di Ghionno. Ancora: per Franco Ficca chiesti 4 anni e 6 mesi e 10 mila euro di multa, per Mario Picciotti 5 anni e 15 mila euro di multa, per Domenico D’Alonzo 5 anni e 4 mesi e 12 mila euro. Per Giovanni Marrone chiesti 4 anni di carcere e 10 mila euro di multa, per Carmine Scutti 3 anni e 6 mesi di reclusione e 15 mila euro di multa, per Nicola Vincenzo Picciotti 3 anni e 3mila euro. Unica assoluzione chiesta per Paolo Mastrippolito.

Alcuni devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, altri di usura, ricettazione. Stando alle indagini condotte nel 2006, infatti, la presunta organizzazione avrebbe prestato soldi a commercianti della zona in difficoltà, chiedendo indietro somme con tassi di interesse tra il 10 e il 15% al mese. Le stesse vittime, poi, sarebbero state utilizzate per una serie di truffe. Con la promessa di estinguere il debito, i commercianti facevano da prestanome per acquistare merce, soprattutto prodotti per l’edilizia, pagata solo in minima parte, spesso con assegni a vuoto e rivenduta a prezzi stracciati. La polizia sequestrò prodotti dal valore di 250 mila euro.

L’operazione portò a tre arresti e 19 denunce: 11 imputati hanno scelto il processo, altri 10 hanno scelto riti alternativi nel giugno 2011.

Teresa Di Rocco

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