Alla Caritas la lite è servita Via 35 cuoche-volontarie

Don Aldo le difende: maltrattate da una struttura che di carità ha solo l’etichetta La replica della Ciamei: sono indignata, qui lavoro silenzioso e disinteressato

AVEZZANO. Un battibecco si trasforma in polemica e a mettere la ciliegina sulla torta arriva una lettera di gratitudine di don Aldo Antonelli per le donne di Antrosano. Lo scenario è quello della mensa della Caritas, dove ogni giorno circa 70 persone, tra italiani ed extracomunitari, vanno a mangiare.

Un gruppo di 35 donne di Antrosano, che da 20 anni volontariamente cucina un giorno a settimana, ha un diverbio con don Ennio Tarola, direttore della Caritas. Una parola tira l’altra e alla fine il sacerdote spiega alle cuoche che se la loro intenzione è quella di andare via e non proseguire l’attività di volontariato possono anche farlo perché di persone disponibili ce ne sono tante. La situazione precipita e le donne di Antrosano riferiscono quanto accaduto a don Aldo Antonelli, storico sacerdote della frazione. Quest’ultimo, senza pensarci su due volte, scrive una lettera.

«Grazie per aver condiviso per 20 anni il dolce pane della vostra sensibilità con il pane amaro dell’altrui necessità», ha scritto il sacerdote, anche esponente di Libera in Abruzzo e noto per le sue battaglie, «grazie per aver introdotto tra le vostre personali occupazioni e preoccupazioni anche i bisogni di persone sconosciute. Dovrei dirvi grazie anche a nome del direttore della Caritas che in maniera vergognosa non solo non si è degnato di tanto, ma vi ha sbattuto la porta in faccia. Le donne sono state maltrattate come fossero pezzi di ricambio in una struttura che di carità ha solo l’etichetta. Mi sento offeso io stesso e sono sdegnato. Non ho parole e vi chiedo scusa se nella Chiesa vi sono ancora preti che la fanno da padroni, che nella Chiesa, addirittura in un organismo che si fa chiamare Caritas, si verifichino impunemente questi comportamenti».

La replica a don Aldo Antonelli è affidata a Laura Ciamei. «Sono una volontaria della Caritas di Avezzano da 17 anni», ha commentato la Ciamei, che si occupa del centro d’ascolto della Caritas e attualmente è al servizio mensa, «sono indignata perché un presbitero-giornalista non verifica le notizie alla fonte prima di mandare in giro una notizia che dà un’immagine distorta della Chiesa a cui lui stesso appartiene. La Caritas non ha etichette da mostrare. La mensa è frutto del lavoro silenzioso di tanti volontari sorridenti e disinteressati che svolgono un servizio totalmente gratuito dalle 9.30 fino alle 13 circa. Specifico l’orario perché è stato uno dei punti che ha creato maggiore dibattito nella sopracitata riunione. È vero che il servizio di volontariato è gratuito ma va fatto con responsabilità ed impegno altrimenti bisogna avere il coraggio di dire: io non posso farlo».

Eleonora Berardinetti

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