Archeologia a km zero per far conoscere i tesori della Marsica

Iniziativa della Soprintendenza: poche presenze locali I visitatori dei siti sono soprattutto comitive di turisti

AVEZZANO. A visitare i numerosi siti archeologici della Marsica finora sono state sparute comitive di turisti. Così quell’immenso patrimonio storico-culturale regalatoci da archeologi italiani e stranieri, in oltre 60 anni di scavi, anziché fungere da volano per lo sviluppo del territorio, serve solo a soddisfare la curiosità e l’interesse degli studiosi.

La stragrande maggioranza della popolazione ne è tagliata fuori, mentre le amministrazioni comunali, a eccezione di qualcuna, si sono dimostrate così miopi da non cogliere le enormi potenzialità di crescita economica che la valorizzazione di tale patrimonio avrebbe. Il 2016 potrebbe essere l’anno della svolta. La Marsica, finalmente, potrebbe rendersi conto di disporre di una risorsa che in Abruzzo non ha eguali e che sarebbe da stolti non sfruttare.

È l’obiettivo che si prefigge la Soprintendenza con una serie di iniziative dal titolo “Fucino 2016- Archeologia a chilometro zero”.

«L’Archeologia a km zero», spiega Emanuela Ceccaroni, funzionaria della Soprintendenza e responsabile degli scavi nella Marsica, «è quella a noi vicina, con la quale conviviamo, e non sempre nota».

Nel corso dell’anno sono previste numerose visite guidate. Il primo appuntamento è fissato per oggi, dalle 14.30 alle 17, a Borgo Incile di Avezzano, dove, attraverso il Cunicolo del Ferraro, messo di recente in sicurezza, i visitatori potranno raggiungere il canale sotterraneo, realizzato nel 52 d.C. dall’imperatore Claudio per far defluire le acque del Lago Fucino nel fume Liri.

Sono in programma anche visite alle grotte della preistoria di Ortucchio, dalle quali provengono le più antiche attestazioni della presenza dell’uomo nel Fucino; ai siti di Alba Fucens e Marruvium, l’odierna San Benedetto dei Marsi; al Santuario di Angizia, a Luco dei Marsi; ad Amplero, nel comune di Collelongo; alla Villa romana di Avezzano e alla grande necropoli di Celano.

Oltre alla visite, si terranno anche incontri in cui verranno affrontati il tema del rapporto tra scavi e centri abitati, come nel caso di Alba Fucens e Marruvium, e temi di carattere urbanistico, socio-economico e culturale, col contributo di idee e proposte di amministrazioni e cittadini.

Alcuni appuntamenti fissi – previsti il terzo giovedì di ogni mese, dalle 15.30 alle 17, nel Museo Paludi a Celano – consentiranno un contatto diretto con i numerosi reperti presenti nella struttura. E i visitatori potranno acquisire conoscenza degli usi, i costumi, le credenze e l’attività degli antichi Marsi. Sempre nello stesso Museo, si potranno osservare i materiali presenti nei depositi ed effettuare piccole pratiche di restauro, per vedere come dal frammento, restituito dalla terra, si arrivi alla forma. Il primo martedì del mese, dalle 14.30 alle 17, l’incontro è con i bambini. Il secondo martedì, alla stessa ora, con gli adulti. «Scopo dell’iniziativa», spiega la dottoressa Ceccaroni, coordinatrice del programma, «è quello di far conoscere meglio il patrimonio archeologico della Marsica e convincere le istituzioni della necessità di tutelarlo e valorizzarlo per dare un poderoso impulso al turismo». Per informazioni, tel. 366-9615633. Email: fucino2016@libero.it

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