Centro storico chiuso per i lavori commercianti sul piede di guerra

Oggi le imprese si riuniscono per chiedere al Comune certezze sui tempi dei cantieri Gli operatori si dicono contrari a spostamenti temporanei in altre aree alla periferia del capoluogo

L’AQUILA. Dal centro storico a via della Croce Rossa e in periferia, poi di nuovo in centro storico. Ora che in città devono aprire i cantieri della ricostruzione qual è il destino dei commercianti? L’odissea di bar, artigiani, pub, ristoranti, pizzerie e persino un negozio di oggettistica e uno di abbigliamento hanno riaperto nel centro storico ancora fasciato dai puntellamenti nella maggior parte dei casi con la formula dell’agibilità parziale. A settembre, secondo i programmi dell’amministrazione comunale, il centro dovrebbe essere chiuso per consentire i lavori. Che fine faranno i commercianti, andranno nell’area dell’ex polo elettronico? Su queste domande si terrà oggi alle 10,30 una conferenza stampa nella paninoteca «Ingordo Laico», lungo il corso, alla quale parteciperanno tutte le imprese del centro storico. Dato che in ballo ci sono le loro attività e la loro sopravvivenza, intendono chiedere al Comune di che morte dovranno morire. Va bene chiudere per ricostruire, dicono in sintesi, ma ragioniamo insieme come fare per non pagare le conseguenze di scelte sbagliate. «Siamo preoccupati per le notizie sulla chiusura del centro storico e lo spostamento dei locali in un’altra zona», si legge in una lunga nota firmata da tutti i commercianti. «Il Comune prevede la chiusura per settembre», prosegue la nota. «I commercianti aquilani non intendono opporsi alla ricostruzione», spiegano, «ma chiedono chiarimenti. Riteniamo inspiegabile la presa di posizione di sindaco e assessore, considerando che alcuni responsabili dei lavori di diversi aggregati hanno assicurato la possibilità di continuare lo svolgimento dell'attività commerciale dopo una prima fase di messa in sicurezza dei cantieri. Un mese di preavviso per lo “sgombero” è insufficiente». Le richieste dei commercianti sono chiare: «Abbiamo diritto di sapere», scrivono, «per quali zone del centro è prevista la chiusura, dove esattamente verranno posizionate le transenne, se dovranno chiudere alcuni locali o tutti indistintamente. E se dovranno chiudere tutti, quando questo avverrà precisamente?».

E poi «chi sosterrà i costi?». «Vogliamo, inoltre, che il Comune ascolti quali sono le nostre idee su un eventuale spostamento di massa», aggiungono, «dato che il 90 per cento degli interessati non ha mai pensato di riaprire all'Italtel o addirittura a Bagno, come dichiarato ultimamente dal sindaco. Chiediamo al Comune di sapere se sia stato organizzato un coordinamento per i lavori in centro tra costruttori, enti preposti al ripristino dei sottoservizi e il Comune stesso, oppure se domina l'improvvisazione», proseguono i commercianti. E se chiarezza non verrà fatta al più presto, «il commercio aquilano è pronto a ricorrere in tutte le sedi e a chiedere un risarcimento in caso di mancato accoglimento delle richieste».

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