Cervo ucciso nella Marsica, fermati due bracconieri

Sequestrati 57chili di carne già pronti per la cucina. Nei guai anche un ex amministratore di Pescina

ORTONA DEI MARSI. Bistecche, ragù per il sugo, spezzatino e costatelle per un totale di 57 chili di carne. È così che due presunti bracconieri hanno ridotto uno splendido esemplare di cervo femmina. Entrambi sono stati denunciati dal Corpo forestale di Gioia dei Marsi, con l’ausilio della sezione di pg della Procura di Avezzano. Si tratta di G.C., 61 anni, ex amministratore comunale di Pescina, e S.B., 60, di Ortona dei Marsi.

Secondo l’accusa, hanno ucciso l’animale in una località poco lontana da Ortona dei Marsi, in una zona di protezione esterna al Parco nazionale d’Abruzzo. I due devono rispondere di esercizio di caccia nel periodo di divieto generale e concorso nel reato. Sequestrato anche il fucile, una carabina di precisione.

«Un fatto gravissimo», ha commentato il commissario capo Tiziana Altea, a capo del coordinamento territoriale per l’ambiente del Parco, «che porta alla luce il mondo sommerso della caccia spietata verso animali protetti. Pratiche come questa rimangono troppo spesso impunite e dimostrano che esiste un mercato clandestino».

La cerva è stata scuoiata e i resti sono stati abbandonati in un bosco. Con una mirata indagine, gli agenti della Forestale, coordinati dal Cta, sono risaliti ai presunti responsabili del reato. I due sono stati sorpresi in un garage di Ortona mentre sezionavano l’animale.

Un fascicolo è stato presentato alla Procura. Non si esclude che la carne fosse destinata a qualche ristorante della zona.

Magda Tirabassi

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