Cialente agli aquilani: per capire chi soffre state un giorno da me

Appello del sindaco su Facebook dove ci si accapiglia per l’autonoma sistemazione: basta di farci male da soli

L’AQUILA. «Basta litigi e divisioni. Non ci facciamo del male da soli». L’appello di Massimo Cialente, forse mutuato dal “via le lotte maligne, via le liti” di un vecchio inno della liturgia cattolica, arriva dalla rete Facebook. Dove ci si accapiglia sugli assegni mensili che continuano a percepire, a quasi quattro anni dal terremoto, gli aquilani che non hanno ancora trovato una sistemazione abitativa pressoché stabile o definitiva.

Cialente pare prendere posizione nei confronti di chi aspetta da mesi l’atteso sussidio. «Scusate lo sfogo, ma che discussione è questa? Ma può essere che in questa città ci siano così tanti veleni, rancori, luoghi comuni? Anziché essere tutti uniti, pensando soprattutto a chi in questo momento soffre di più, e ce ne sono migliaia, si sputano sentenze e si insultano aquilani terremotati.Ma dove pensate di andare su questa strada, fatta di divisione anziché unità e reale solidarietà? Se siamo noi i primi a far passare l'immagine di un trusciare (ottenere a sbafo, ndr), degli aquilani, come pensate che io poi possa difendere i vostri interessi? Oggi ci si scaglia contro il Cas, ieri contro chi sta nel Progetto Case e non paga affitto e bollette, poi a chi è stato negli alberghi o nelle tende. Quando leggo queste cose, troppe volte, mi cadono le braccia. Come posso guidare una comunità come questa?».

Tra un dubbio e l’altro Cialente pigia ancora sulla tastiera. «Sapeste quante volte mi sono sentito dire che gli aquilani ci marciano, che hanno avuto troppo, che non meritano più niente. E poi vi stupite che l’Emilia prende 12 miliardi e per noi è più difficile? Vi posso giustificare solo perché forse, dico forse, non conoscete come stanno le cose, le diverse casistiche, i problemi e i drammi che stanno dietro o dentro le caselle nelle quali ciascuno di noi è stato inserito. Il Cas lo sta prendendo chi lo deve prendere. Il Comune ha riportato tutto in ordine. Il Cas è nato perché non hanno fatto case, Map o container per tutti. Case libere non ci sono. Basta con queste favole. Basta di farci male. Tra l’altro sono pochi coloro che in questo momento non hanno problemi comunque, a vario titolo, riconducibili al sisma. Stiamo uniti. Non scaricate le vostre frustrazioni l’uno contro l’altro. Così non si va da nessuna parte».

Poi Cialente detta i tempi dei pagamenti del sussidio. «Sto lavorando per pagare ottobre e novembre prima di Natale. Ottobre sta portando via tempo perché stiamo caricando i dati del censimento e perché il governo ci ha chiesto di verificare chi era residente in alloggio B o C che, come è noto, ha perso il diritto al Cas. A questo proposito, per quelli che sputano veleno: sapete che vi incappano dei nostri concittadini la cui unica colpa è di essere residenti Ater? A voi non frega, magari sarete anche contenti, io mi preoccupo anche di loro, perché per loro si spalanca un dramma, visto che non sono famiglie che navigano nell’oro. Sapete cosa vorrei? Che a turno, tutti i miei concittadini passassero un giorno, solo un giorno, accanto a me, in ufficio. Quante cose capireste, e forse vedreste quanta sofferenza mi sommerge ogni giorno, quanti volti ormai disperati».(e.n.)

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