Di Stefano: «Per L’Aquila nessun rischio paralisi»

Ricostruzione, l’assessore rassicura sul possibile blocco delle contabilità speciali Intanto, c’è attesa al Comune per il rinnovo dei contratti al personale precario

L’AQUILA. «Nessun rischio paralisi per l’Ufficio per la ricostruzione del Comune dell’Aquila». L’assessore Pietro Di Stefano chiarisce la vicenda del possibile blocco delle contabilità speciali, attraverso cui confluiscono i fondi stanziati dal governo per finanziare i progetti per la ricostruzione privata. Il blocco al 31 dicembre, se nel frattempo il ministero dell’Economia e delle finanze non provvederà al rinnovo del conto, potrebbe riguardare solo l’Usrc, l’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere, ma non quello del capoluogo.

«I fondi destinati ai 56 comuni del cratere e a quelli extracratere», spiega Di Stefano, «devono necessariamente passare per un unico “canale”, individuato nella contabilità speciale. Invece i fondi per la ricostruzione privata del Comune dell’Aquila vengono trasferiti direttamente nel nostro bilancio comunale. Quindi, non c’è alcun rischio che, dopo il 31 dicembre, si blocchi il flusso di denaro diretto verso la cassa dei progetti della ricostruzione privata. Anzi. Proprio per evitare rallentamenti, abbiamo già inviato l’ultimo monitoraggio sull’andamento della spesa, prima che la Ragioniera dello Stato chiuda l’esercizio finanziario alla fine dell’anno, per riaprirlo intorno a metà gennaio. Abbiamo, per così dire, giocato d’anticipo, per evitare di restare all’asciutto e avere altra rimessa di cassa. Un percorso giusto», sottolinea l’assessore Di Stefano, «che ci permette di avere i soldi in base al report che effettuiamo periodicamente».

Intanto, si attende che venga approvato l’emendamento alle legge di Stabilità, che permetterà di rinnovare i contratti al personale precario impiegato nel processo della ricostruzione: «A quel punto», aggiunge Di Stefano, «una volta rientrato il personale, occorrerà valutare la consistenza delle risorse a disposizione per coprire questi contratti: quindi si tratterà più di un calcolo economico che giuridico».

Diversa la situazione dell’Ufficio speciale del cratere, che è rimasto anche senza coordinatore: entro due settimane va sciolto il nodo della contabilità e si sta lavorando per una proroga giuridica a Paolo Esposito, il cui contratto è scaduto lo scorso 30 novembre. Poi si dovranno attendere i fondi della delibera Cipe, per garantire un rinnovo pluriennale dell’incarico. Nel frattempo, nei comuni interessati c’è grande preoccupazione: «Se l’assenza del dirigente dovesse protrarsi», denuncia il coordinatore dei sindaci del cratere Francesco Di Paolo, «i problemi saranno seri. Sono 6-7 i Comuni che stanno per finire la cassa e hanno fatto richiesta per circa 10 milioni di euro».

Romana Scopano

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