Capestrano

Ex Italfinish, licenziati i 12 operai

Provvedimento senza preavviso, la vertenza sul tavolo di Lolli

CAPESTRANO. Licenziati tramite lettera, senza alcun preavviso. È accaduto ai 12 dipendenti dell’ex Italfinish di Capestrano, azienda specializzata nella lavorazione dell’alluminio, controllata, dopo un passaggio di consegne da un’impresa britannica, dalla multinazionale belga United Anodisers. Della vertenza si sta occupando un tavolo istituzionale convocato dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli per individuare a quali ammortizzatori sociali ricorrere ed eventuali nuovi soggetti interessati a rilevare il sito, usufruendo di sgravi fiscali riservati alle aziende che si insediano nel cratere sismico. Ma intanto i 12 addetti, tutti giovani, sono rimasti senza lavoro, nonostante fosse stato nominato un curatore fallimentare. La decisione di chiudere e mandare tutti a casa ha sorpreso anche il Comune di Capestrano: in particolare il sindaco Antonio D’Alfonso, che ha tentato di instaurare un dialogo con l’azienda, senza ottenere risposte. E oltre al danno, per i 12 dipendenti c’è anche la beffa: il Comune sta valutando se mettere in mora la United Anodisers, a causa di un problema di messa in sicurezza dello stabilimento, che non versa in buone condizioni. Se anche ci fosse qualche imprenditore intenzionato a rilevare lo stabile, questo va prima bonificato. La vicenda dell’ex Italfinish di Capestrano ricorda quella dell’ex Otefal di Bazzano: la fabbrica specializzata nella produzione di laminati è passata di mano in mano, fino ad arrivare alla chiusura. L’arrivo della Framiva di Varese ha permesso per ora di riassumere una cinquantina di lavoratori, su un totale di 170. (r.s.)

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