Gara di solidarietà per la famiglia dello chef

Riondino morto in un incidente in Africa: l’associazione Terra Adriatica promuove una raccolta fondi

SCANNO. Sono tornati a casa, sia pure ancora sotto choc, i familiari di Fabio Riondino. La salma dello chef di Scanno, morto in un incidente in Africa nello scorso mese di novembre, dovrebbe essere trasportata in Italia soltanto dopo le festività natalizie. Un viaggio molto costoso, che la famiglia però sta già organizzando per dare al giovane cuoco degna sepoltura. Ma da parte degli amici è scattata anche una piccola gara di solidarietà nei confronti dello chef abruzzese che ha perso la vita in un tragico incidente. L’associazione “Terra Adriatica” da qualche giorno ha messo a disposizione il proprio conto corrente per una raccolta fondi in favore della moglie e della figlia. Un aiuto economico soprattutto per le spese del rientro in Italia della salma. «Ne abbiamo parlato prima con la sorella e poi con la moglie e abbiamo ottenuto l’autorizzazione da parte della famiglia», commenta Cinzia Marcantonio, una delle promotrici della lodevole iniziativa, «abbiamo pensato di adoperarci in qualcosa di concreto, organizzando una raccolta fondi, a cui in tanti stanno aderendo giorno dopo giorno. Tutto il ricavato sarà consegnato nelle mani dei familiari in memoria di un grande amico. Chiunque voglia contribuire può farlo tramite il codice iban dell'associazione no profit Terra Adriatica».

L’iban è IT43L0760103600001016806109.

L’uomo, 43 anni, si trovava a bordo di un’auto con la moglie, la figlia e altri turisti per un’escursione nella città di Gaborone, capitale della repubblica Sudafricana, quando all’improvviso un treno ha centrato in pieno il mezzo che stava attraversando i binari. La situazione è apparsa subito drammatica e a nulla è valso il trasferimento all’ospedale della città, dove si è tentata l’ultima, purtroppo inutile, rianimazione.

A Scanno, intanto, continuano le testimonianze d’affetto alla famiglia. Il giovane cuoco lascia, oltre alla moglie e alla figlia, la sorella e la madre che da qualche settimana si era trasferita dalla figlia a Roma, dove ha appreso la tragica notizia. Per il rientro in patria della salma, ottenuto il nulla osta dagli organi di giurisdizione locale, serve anche un visto dalle autorità di Gaborone, capitale del Botswana.

Massimiliano Lavillotti

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