Il Natale low cost e l’Abruzzo da ricostruire

Le immagini dei cartelloni pubblicitari stridono con scene di vita reale in Abruzzo dove ormai ci sono circa 150mila persone che non sanno come arrivare a fine mese. Eppure la nostra regione, cuore verde d'Europa, avrebbe tante cose da offrire in termini di qualità e convenienza

L’AQUILA. Panettoni da discount e cibi in offerta e meno regali in questo Natale che fa i conti con la crisi. Le immagini dei cartelloni pubblicitari stridono con scene di vita reale in Abruzzo dove ormai ci sono circa 150mila persone che non sanno come arrivare a fine mese. Una realtà silenziosa di persone in difficoltà, categorie protette, persone con problemi alloggiativi, capifamiglia espulsi dal mercato del lavoro e numerosissime donne sole. Si parla anche di crisi di grandi realtà industriali un tempo solide come la Micron che ad Avezzano ha annunciato 700 esuberi. A loro il vescovo ha dedicato la messa di Natale. A fatica anche il comparto industriale della Valle Peligna e della Val Vibrata. A farne le spese di tutto questo sono, spesso, le famiglie con tanti bambini. Nuove generazioni che rischiano di crescere con tanti sacrifici. Quello che preoccupa infatti, come dicono gli aquilani è “quello che da venì”.

Per L’Aquila e gli altri abitanti del cratere del terremoto, quarto Natale dopo il tragico sisma del 6 aprile. Il centro storico del capoluogo, uno dei più estesi e vincolati d’Italia, è ancora l’emblema di quella notte: non ci sono case riaperte, pochi i negozi in funzione con una agibilità provvisoria. Poche via riaperte; zona rossa ancora inaccessibile. La gente non è in vena di ottimismo, commercianti per primi. Nel capoluogo, i pasti caldi alla mensa dei poveri sono passati da 50 a 200 al giorno, dopo il terremoto. Sul fronte della ricostruzione è recente l’annuncio del ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca, inviato del premier Monti per la gestione della ricostruzione, dello sblocco da parte del Cipe di circa 2 miliardi e 200 milioni di euro per le varie attività, fondi che, secondo il sindaco dell’ Aquila, Massimo Cialente, non sono sufficienti perché ne occorrerebbero almeno cinque.

Dopo la fine del commissariamento, da parte del presidente della Regione, Gianni Chiodi, il 31 agosto scorso, il nuovo corso della governance attende l’assetto e il 31 dicembre prossimo termina la cosiddetta gestione stralcio affidata all’ alto dirigente dello stato Aldo Mancurti, cioè il periodo tra il commissariamento e il nuovo assetto. Per il nuovo corso si attende la fine del concorsone per l’assunzione di 300 persone che dovranno lavorare nei due uffici speciali. In questo quadro uno degli eventi nel territorio nel giorno di Natale è la presentazione del racconto del giornalista Giustino Parisse «L’incanto della notte di Natale», la storia del presepe nella chiesa parrocchiale di Onna fino al 2008.

L’unica risposta che l’Abruzzo può dare è un’offerta territoriale competitiva, con tanto di produzioni enogastronomiche frutto di tradizioni ed esperienze secolari. Un ottimo rapporto qualità prezzo come quello che ha premiato località come Roccaraso, eletta reginetta delle nevi in una classifica che premia il low cost, oltre che la qualità. Ma la strada è ancora lunga. Intanto, l'Abruzzo si gode delle giornate dal cielo sereno e con tanto di tramonti mozzafiato.

Quelli sono gratis.

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