Innocenzi: la Cgil resta il primo sindacato

Elezioni Rsu, la segretaria della Funzione pubblica ammette la sconfitta all’Asl e alla Provincia

L’AQUILA. «Troppo semplice scegliere i luoghi di lavoro dove si è andati bene per farne oggetto di commento a mezzo stampa: sarà un’ottima tecnica comunicativa ma a noi sembra proprio che gran parte del sindacato abbia voglia di imitare quegli esponenti politici che, nel post-elezioni, pare vincano sempre tutti». A intervenire è la segretaria della Cgil Funzione pubblica Rita Innocenzi. «Noi», afferma, «intendiamo, invece, partire prioritariamente dal riconoscimento della sconfitta all’Asl – dove, ad esclusione dei dati della Valle Peligna il consenso maggiore va ad altre organizzazioni sindacali – e alla Provincia, dove pare che alla Cgil sia stato fatto pagare il prezzo di aver costretto tutti a occuparsi del destino dei precari. Un’accusa, benché paradossale, che si riscontra anche altrove rispetto ad altre parti deboli presenti nella pubblica amministrazione e che, però, non fa altro che spingerci a operare per il superamento delle divisioni all’interno del mondo del lavoro. Per il resto, dalle tabelle analitiche sul rinnovo delle Rsu che riportano i voti di tutte le organizzazioni sindacali in ogni ufficio del pubblico impiego, la Cgil risulta capillarmente presente e si attesta nettamente come primo sindacato con percentuali di rappresentatività che la vedono nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici al 29%, nei ministeri al 33,5% con 33 seggi su 84 e negli enti locali al 33,7% ove consegue 70 seggi su 168 totali. Dati alla mano, quindi, e senza chiacchiere “da bar”, a livello provinciale la Cgil-Fp risulta essere chiaramente il primo sindacato e, rispetto alla tornata precedente, accresce il suo consenso anche nei luoghi di lavoro storicamente appannaggio di altre organizzazioni. Appare evidente che la fiducia che i lavoratori ripongono nelle Rsu appena elette dovrà comportare un maggiore impegno da parte delle organizzazioni sindacali territoriali che, troppo spesso, non hanno dato formazione, coadiuvato e sostenuto questo esercito di delegati e delegate che rappresentano un valore, sempre, e non solo nel momento del rinnovo. In questo senso, la Cgil, come organizzazione maggiormente rappresentativa, sente di avere su di sé il carico di una maggiore responsabilità. I risultati raggiunti dalle nostre liste sono il frutto della disponibilità e dell’impegno delle tante e dei tanti che hanno deciso di candidarsi ai quali va il nostro ringraziamento unitamente a quello che rivolgiamo a chi ci ha dato consenso. Ora tutti insieme saremo chiamati a una sfida importante tesa a ribadire il valore del lavoro in un Paese che ha sempre più bisogno di una pubblica amministrazione vicina ai cittadini».

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