L'AQUILA

La funivia del Gran Sasso deve chiudere. E a Pasqua si scia

I giudici amministrativi del Tar respingono il ricorso del Comune e impongono lo stop del 1 maggio. A Campo Imperatore intanto gli impianti restano aperti

L'AQUILA. La funivia del Gran Sasso che arriva fino a Campo Imperatore deve chiudere dal 1 maggio fino a data da comunicare. Questo perché i giudici amministrativi del Tar Abruzzo hanno respinto il ricorso del Comune dell'Aquila per l’annullamento del provvedimento con cui l’Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie delle infrastrutture stradali e autostradali) ha imposto la chiusura dal primo maggio e la sostituzione delle quattro funi portanti. Un intervento che era stato programmato per luglio del 2028, con un costo di circa 3 milioni di euro. Anche per i giudici quindi i cavi della funivia vanno cambiati. Ma ora si profila una battaglia giudiziaria: al Comune assicurano la piena sicurezza dell’impianto e la regolarità del suo esercizio. E l'Avvocatura si riserva di impugnare la sentenza.

Intanto, funivia o non funivia e meteo permettendo, a Pasqua c'è la possibilità di sciare sul Gran Sasso. La stazione di Campo Imperatore è una delle poche ancora in funzione e con neve naturale: si tratta dell’unico comprensorio dell’Appennino dove sono aperte tutte le piste, dopo una stagione invernale difficile anche per le strutture dotate dell’innevamento artificiale e per tutta la filiera dello sci. Negli scorsi fine settimana sul Gran Sasso si sono raggiunte punte di oltre 2mila presenze giornaliere, ma la montagna aquilana ha fatto il pieno anche durante i giorni feriali.

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LE REAZIONI

IL PD L'AQUILA. "L'eennesimo schiaffo al presidente del Ctgs Dino Pignatelli e al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi che, prima, hanno tentato di rassicurare le cittadine e i cittadini, gli operatori economici del comprensorio e gli appassionati ribadendo, con arroganza, pressapochismo e irresponsabilità che l’esposto presentato da un cittadino non era altro che uno strumentale “procurato allarme” e, poi, dinanzi alle durissime prescrizioni dell’Ansfisa, hanno – con altrettanta arroganza – tentato di impugnare il provvedimento che, invece, ha resistito al giudizio del Tribunale amministrativo. Torniamo, per questo, a chiedere le immediate dimissioni di Pignatelli e una piena assunzione di responsabilità politica da parte del sindaco Biondi, del suo assessore alle partecipate e dei dirigenti comunali, se è vero, come è vero, che le criticità erano note da tempo e, per tempo, si doveva intervenire, programmando gli interventi e stanziando le risorse necessarie. Al contrario, si è preferito nascondere la testa sotto la sabbia, sperando – irresponsabilmente – che la situazione potesse trascinarsi ancora. Eppure, c’erano i soldi del Pnrr che si potevano stanziare per ammodernare la funivia, dando respiro al comprensorio montano che, nonostante le promesse, è stato abbandonato a sé stesso. Si è preferito, però, utilizzare le risorse comunitarie come si fosse al bancomat, per finanziare interventi ordinari così da soddisfare le richieste di quel consigliere o dell’assessore di turno, provando a tenere unita una maggioranza a brandelli, incapace di dare risposte vere alle esigenze economiche e sociali della città. Ed ora, il 30 aprile la funivia chiuderà; bisognerà trovare subito almeno 4 milioni per sostituire le funi e, poi, far partire lavori che si preannunciano lunghi e complicati. Il rischio è che andranno perse le prossime due stagioni invernali, almeno; intanto, la Regione bloccherà i finanziamenti a valere sul Tpl. Ciò significa che il Ctgs è destinato al default, con gravissime ripercussioni sulle lavoratrici e sui lavoratori, oltre che sugli operatori che hanno scommesso sul Gran Sasso".