Natale a Onna, il presepe di “Zi Ninì”

Presentato a Casa Onna Casa il nuovo racconto di Giustino Parisse “L'incanto della notte di Natale”. Si tratta della storia del presepe nella chiesa parrocchiale di Onna fino al 2008, poco prima cioè che il paese venisse distrutto dal terremoto del sei aprile del 2009

L'AQUILA. Il racconto di un presepe come tanti. Il racconto di un presepe, quello di "Zi Ninì", come quelli che vengono allestiti nelle chiese di tutto il mondo ogni anno a Natale. «Ma per chi a Onna è vissuto e vive quel presepe è stata la rappresentazione plastica di un'emozione che sgorga ogni anno dal Mistero della nascita di Gesù». Giustino Parisse, scrittore e giornalista, introduce così il suo nuovo volumetto "L'incanto della notte di Natale" davanti alla gente riunita a Casa Onna anche quest'anno nel giorno di Natale.

Il racconto tratta della storia del presepe nella chiesa parrocchiale di Onna fino al 2008, poco prima cioè che il paese venisse distrutto dal terremoto del sei aprile del 2009. Per gli onnesi era soprattutto il presepe di "Zi Ninì" dal diminutivo di Giovanni (Papola) che lo aveva ideato e costruito pezzo per pezzo nel lontano 1951. La presentazione è stata affidata alle parole di don Vasco Paradisi, che ha curato l'introduzione al volumetto (edito da Graphitype) di Parisse e don Claudio Tracanna. A questo ha fatto seguito una lettura a più voci (con la partecipazione di Claudio Marchione) del testo base che per 15 anni è servito alla realizzazione del presepe vivente (da parte dei ragazzi di Onna) che alla vigilia di Natale animava la celebrazione della Notte Santa.

Durante la serata è stata presentata anche una ricostruzione in scala (1:25) della piazza e della chiesa di Onna così come erano fino al 5 aprile del 2009. L'opera è stata realizzata da un artista-artigiano dell'Aquila, Paolo Scipione, già noto per altre opere simili. Inoltre la pro loco, che ha organizzato l'iniziativa, ha consegnato alle famiglie il calendario 2013 con le foto di Carlo e Valentina Cassano e brevi citazioni tratte da testi di Maria Gabriella Paolucci scomparsa con la madre nella notte del sisma. Prima di andare a casa, tutti i presenti hanno intonato il canto della tradizione natalizia: Tu scendi dalle stelle.

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