CASTEL DI SANGRO

Non stilò un referto falso, assolto medico del Pronto soccorso

Era finito sotto processo per aver rifiutato di visitare un paziente, adducendo la non urgenza della prestazione

CASTEL DI SANGRO. Era finito sotto processo per aver rifiutato di visitare un paziente, adducendo la non urgenza della prestazione, arrivando a stilare un referto ritenuto falso. Ma tutte le accuse sono cadute per un medico di 73 anni, che un anno fa prestava servizio nel Pronto soccorso dell'ospedale di Castel di Sangro. Secondo il collegio del tribunale di Sulmona non ci fu alcuna omissione d'atti d'ufficio né falsità ideologica commessa in atti pubblici.

Il medico è stato assolto perché il fatto non sussiste. La vicenda risale al 25 luglio 2022 quando, in seguito a un incidente stradale avvenuto due giorni prima all'estero, un paziente si era recato in pronto soccorso con il volto tumefatto al fine di richiedere le cure mediche. "Lo so come vanno queste cose" avrebbe risposto il medico di turno, senza avvicinarsi al paziente e dandogli le spalle durante la visita, adducendo che l'uomo si era recato in ospedale solo per l'emissione di una prognosi per scopi strumentali.

Il medico, sempre secondo l'imputazione, avrebbe indebitamente rifiutato un atto del suo ufficio, che per ragioni di sanità doveva essere compiuto senza ritardo, inducendo il paziente a lasciare il pronto soccorso salvo poi tornarvi la sera stessa quando un altro medico puliva la ferita e gli applicava punti di sutura. Sempre per l'accusa, quale pubblico ufficiale e nell'esercizio delle sue funzioni, il medico stilando il referto avrebbe attestato falsamente che il paziente presentava ferite cicatrizzate poiché, qualche ora dopo, il suo collega diagnosticò ferite non cicatrizzate, giudicate guaribili con una prognosi di otto giorni.

L'intero impianto probatorio è stato destituito nel corso del processo. Davanti ai giudici è passata la linea difensiva dell'avvocato, Alessandro Margiotta, secondo il quale il medico aveva operato secondo le linee guida ministeriali e non aveva stilato alcun referto falso. Da qui l'assoluzione con formula piena a fronte dei 15 mesi di reclusione che aveva chiesto la Procura.