Premio Bonanni assegnato a Donatella Bisutti

Il riconoscimento per la raccolta di poesie intitolata «Rosa alchemica» L’autrice dopo la consegna: mi piange il cuore pensando alla città terremotata

L’AQUILA. «Un disastro silenzioso». Lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun sembra avere ancora impresse nella retina le immagini di una città distrutta, dove i puntellamenti e le crepe sono sopraffatti solo dal silenzio: «È uno shock vedere questo spettacolo: siamo abituati a guardare i disastri in televisione, dal vivo è diverso. Terribile. Una grande tristezza». Il chiacchiericcio della sala del Ridotto del teatro, piena per la serata conclusiva dell’XI edizione del premio letterario «Laudomia Bonanni», sembra non riuscire ad allontanare quelle immagini, raccolte nei giorni precedenti durante le passeggiate in centro storico, tra un impegno e l’altro.

Un silenzio, quello che racconta l’ospite d’onore della manifestazione, che commuove la vincitrice del premio, Donatella Bisutti, autrice della raccolta di poesie «Rosa alchemica»: «Ancora non vedo la città dopo il terremoto», dice all’ingresso della sala che la attende per consegnarle il riconoscimento, «ma al pensiero mi piange il cuore. All’Aquila sono stata solo una volta, molti anni fa, ne ho un ricordo bellissimo, vorrei che restasse intatto per sempre». Poi mette subito da parte il pensiero triste: questa è la sua serata, la città terremotata l’accoglie per parlare di poesia e letteratura. E lei non si fa attendere, insieme agli altri due finalisti: Luca Archibugi e Jacqueline Risset. La cerimonia inizia con una mezz’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia. I posti a sedere del Ridotto sono quasi tutti pieni. È l’ultimo appuntamento del Premio che nei giorni precedenti ha visto Ben Jelloun con i detenuti del carcere circondariale in località Costarelle (Preturo), improvvisati poeti del loro dolore e della privazione della libertà. «Un detenuto marocchino ha dialogato con il poeta connazionale», racconta l’assessore comunale e presidente della giuria del Premio, Stefania Pezzopane. «Anche centinaia di studenti dell’Itis (Istituto tecnico industriale) hanno potuto avere un confronto con lo scrittore ed ascoltare le sue poesie e le letture del suo capolavoro Creature di sabbia. Interminabili sono state le domande sui temi della poesia, della letteratura, del razzismo e dell’Islam. Così prepariamo L’Aquila a essere Capitale europea della cultura 2019». La sezione B riservata agli studenti della provincia, infatti, è stata vinta dall’ aquilano Raffaele Manieri di 18 anni, dell’Itis.

La proclamazione della vincitrice per la sezione poesia edita arriva solo alla fine della serata per «una scrittura nata matura perché totale, sapiente, consapevole e generoso è il coinvolgimento interiore di Donatella Bisutti, persona con l’Anima delle cose, della Natura». In prima fila Sergio Zavoli.

In « Rosa alchemica» la poesia si mescola alla prosa, agli aforismi e passa attraverso i temi della morte, della vita, dell’amore, alla ricerca del mistero dell’universo, come spiega l’autrice: «In questo senso va l’ultima parte del libro, Canti atlantici: il canto dell’acqua, del fuoco, del verde, dell’oscurità, della luce». Il tempo di incantare il pubblico con la lettura di alcune tra le pagine più belle della raccolta e vedere il silenzio della città del terremoto spezzato, il sabato sera, dalle voci dei giovani aquilani.

Michela Corridore

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