Sulmona, toglie una multa: Federico sotto inchiesta

Il sindaco: nessun abuso, ho eliminato una sanzione ingiusta per un pescivendolo

SULMONA. Avrebbe tolto una multa di un migliaio di euro a un pescivendolo ambulante di piazza Garibaldi e, secondo la Procura, lo avrebbe fatto abusando della sua posizione di primo cittadino. È l'ultima grana giudiziaria alla quale dovrà far fronte il sindaco Fabio Federico, finito sotto inchiesta per abuso d'ufficio in merito a una vicenda accaduta lo scorso anno.

A far scattare l'inchiesta è stata la capitaneria di porto di Pescara che aveva rimesso un dettagliato rapporto alla Procura dopo che il sindaco aveva annullato la multa a un pescivendolo di Tortoreto. Una sanzione di poco più di mille euro che erano stati contestati all'ambulante perché sulle cassette di pesce della sua bancarella non aveva esposto i cartellini con il prezzo della merce.

Una sanzione che non è andata giù al pescivendolo il quale si sarebbe rivolto al sindaco chiedendone l'annullamento in qualità di prima autorità sanitaria della città.

«Quando l'ambulante mi ha esposto le motivazioni e le giustificazioni», spiega Federico, che nel procedimento è difeso dall'avvocato Vincenzo Colaiacovo, «ho ritenuto di fare ciò che mi consente la legge: gli ho annullato la multa perché c'erano tutte le condizioni per farlo».

Il sindaco prima di procedere alla decisone avrebbe ascoltato anche alcuni testimoni, i quali avrebbero confermato che i cartellini con il prezzo non erano sulle cassette del pesce perché il vento li aveva portati via.

«E poi si tratta di una persona che si alza tutte le mattine all'alba per guadagnare il pane per la sua famiglia», prosegue il primo cittadino, «mi sembrava davvero spropositato far pagare tutti quei soldi per una mancanza di poco conto che era stata causata solo dal vento».

Per gli uomini della Capitaneria di porto, che avevano notificato la sanzione all'ambulante, il sindaco, e non si capisce perché l'abbia fatto, non poteva intervenire in quanto si trattava di una contestazione di carattere amministrativo e non sanitario.

Da qui l'accusa di aver abusato della sua posizione di primo cittadino. Inoltre, nella pratica di archiviazione, il sindaco avrebbe giustificato la sua decisione con il fatto che anche alcune persone gli avrebbero confermato la tesi dell'ambulante.

E cioè che i cartellini dei prezzi del pesce, sarebbero volati via per le folate di vento.

Verbali che però, sempre quanto sostenuto dalla Capitaneria di porto, non figurerebbero nella documentazione prodotta da Federico. Una circostanza questa che potrebbe far ipotizzare anche il reato di falso ideologico.

«Non capisco e non continuo a capire cosa mi viene contestato», conclude Fabio Federico, «di sicuro so solo che se questa storia finirà così come penso che dovrà finire, sarò io a chiedere i danni. Bisogna smetterla di sperperare i soldi pubblici con inchieste che mi sembrano solo pretestuose e senza alcun fondamento».

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