Terremoto, fuga dall'Aquila: alle medie 300 alunni in meno

L’allarme sul calo di iscrizioni lanciato dal preside De Angelo: un segnale che conferma la fuga delle famiglie dalla città

L’AQUILA. Mancano 300 ragazzi nelle scuole di primo grado nell’Aquilano. È allarme «fuga» dal capoluogo terremotato. A lanciarlo è il preside della scuola media Carducci Natale De Angelo, dirigente scolastico anche del Liceo Scientifico. Un dato che «non è stato facile ottenere», anzi è frutto di una personale indagine attraverso canali non propriamente scolastici perché, dice De Angelo, «chissà per quale motivo, c’è una certa ritrosia da parte degli uffici preposti a fornire queste informazioni». A fare “insospettire” il preside sono state le notizie fornite, qualche mese fa, a mo’ di conversazione e nei corridoi scolastici, da alcuni professori che fanno orientamento scolastico nei circoli didattici e che percepivano problemi nel passaggio dalle classi primarie (le elementari) alle secondarie di primo grado (le medie). Informazioni che, se confermate ufficialmente, dipingerebbero un quadro a tinte fosche per il futuro della città. Non riuscendo a ottenere risposte né dal ministero e tanto meno dall’Ufficio scolastico regionale De Angelo si è inventato una strategia. «Sono andato in ospedale e mi sono procurato i dati delle nascite aquilane relative a 11 anni fa», spiega. Bambini che oggi sarebbero in età di scuola media. «I nati 11 anni fa sono stati 1100», aggiunge il preside, «un dato che rappresenta tutto il bacino dell’Aterno, le scuole che grosso modo vanno da Scoppito e Tornimparte fino a Navelli. Ma dove sono questi ragazzi?». Il sospetto del dirigente scolastico diventa una convinzione quando paragona i dati pre-sisma delle iscrizioni nelle scuole Carducci (che intercettava i bambini del centro storico), Dante Alighieri (che raccoglieva l’utenza del Torrione e della zona dell’Aquila Ovest) e Paganica (zona Est e Poggio Picenze). «Erano 450-500 in tutto», dice preoccupato, «attualmente sono 331. La mia scuola prima del sisma contava 200 bambini di primo anno. Quest’anno ce ne sono soltanto 108: siamo di fronte a una caduta verticale quasi del 50% delle iscrizioni». Che fine hanno fatto i bambini che quest’anno sarebbero in età di primo anno alla scuola secondaria di primo grado? Per De Angelo «qualcuno si è sicuramente iscritto nelle scuole vicine ai nuovi insediamenti post-sisma (Progetto Case e Map). Ma ho controllato: non c’è stato un significativo aumento degli iscritti», precisa il preside, «c’è stato un leggero recupero ma solo parziale, non arriviamo a colmare quel 50% di perdite del centro storico». Un dato pericoloso che è un campanello d’allarme da prendere «seriamente in considerazione». Per De Angelo «il sindaco e l’Ufficio scolastico dovrebbero avviare un’indagine sulle iscrizioni scolastiche», mentre il primo cittadino «deve dimostrare al governo che di questo passo L’Aquila si ridurrà ad avere la metà degli abitanti che aveva prima del terremoto».

Marianna Gianforte

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