CULTURA

Trinchese: "Abbiamo perso la lezione di Spaventa"

Nuovo appuntamento oggi all'Aquila nell'ambito delle celebrazioni partite nel 2022 per il bicentenario della nascita del patriota nato a Bomba

L'AQUILA. "Silvio Spaventa è il ritratto di qualcosa che abbiamo perduto. Noi abbiamo perso la dignità della politica, una politica che si basi anche su un'etica civile, il senso dello Stato, l'appartenenza allo Stato di diritto, l'importanza della norma rispetto al libero arbitrio. Tutte queste cose le abbiamo perdute in una politica che si affronta, nelle aule o sui media, litigando e sopraffacendo gli altri. Spaventa è rappresentante di una politica che non è sopraffazione, ma è pensare ai cittadini, al bene comune".

Così Stefano Trinchese, professore di storia contemporanea alla d'Annunzio" di Chieti, coordinatore del Comitato scientifico per le celebrazioni, del bicentenario della nascita, di Silvio Spaventa, patriota del Risorgimento nato a Bomba (Chieti) nel 1822.

Dal 2022 incontri culturali e istituzionali si sono susseguiti nelle città italiane significative nella vita del personaggio abruzzese. Da oggi al via il convegno, al Dipartimento di scienze umane dell'università dell'Aquila, "Briganti e brigantaggio: nuovi itinerari di ricerca", poi altri due appuntamenti all'Università di Teramo e nell'ateneo di Chieti-Pescara.

"Se vogliamo attualizzare questo grande abruzzese, grande statista, patriota, dobbiamo dire che è un rappresentante di un'etica della politica, della forza del diritto che lui accampa sempre contro ogni violenza. Questo purtroppo ci dice che abbiamo perso qualcosa rispetto al suo insegnamento. Il Consiglio di Stato, la IV sezione, da lui fondata, nasce per garantire proprio ai cittadini la possibilità di una giurisdizione accessibile nel campo dell'amministrazione, per andare incontro alle esigenze del cittadino - spiega Trinchese - Oltre che un politico, uno statista, è stato anche un pensatore. Lui e il fratello Bertrando sono stati anche dei teorici del pensiero politico".

"Dal 2022 siamo partiti a celebrare Spaventa con iniziative a Ventotene, dove è stato prigioniero durante il periodo borbonico. Era un esule prima, poi un ribelle per il Regno di Napoli. Ma siamo stati anche a Bergamo, Napoli, Pietrarsa, dove c'è il museo ferroviario, perché Spaventa ha rilanciato il progetto di nazionalizzazione delle ferrovie, ha fondato le linee ferroviarie italiane, e poi andremo a Torino".