Truffa con le pecore, a giudizio

Il pm: chiesti rimborsi alla Regione per la morte mai provata di 300 ovini in seguito al sisma

L’AQUILA. Ormai non c’è quasi più vicenda giudiziaria pendente davanti al tribunale aquilano che non sia correlata in qualche maniera al terremoto.

Stavolta, nella variopinta casistica dei raggiri, hanno addirittura un ruolo anche le pecore.

Infatti il 9 febbraio 2014, davanti al giudice unico del tribunale, approderà, un processo in tema per una presunta tentata truffa alla Regione. A giudizio, con accuse ancora tutte da dimostrare, una donna di 39 anni, Sonia Pacifico, di Barisciano.

Secondo il capo d’imputazione redatto dal sostituito procuratore della Repubblica Antonietta Picardi, la donna aveva chiesto un contributo di 35mila euro come rimborso per la perdita di oltre trecento ovini, vicenda riconducibile come effetti al terremoto del 6 aprile 2009. Probabilmente gli animali si sarebbero persi in coincidenza della catastrofe e sarebbero poi morti.

Secondo l’accusa, la sospettata per rendere credibili le sue richieste, avrebbe anche adoperato un certificato di un veterinario attestante le morti degli animali.

La Regione, però, fece un’istruttoria in seguito alla quale si sarebbe accertato che gli ovini morti erano appena nove a fronte degli oltre trecento di cui si era denunciata la scomparsa. L’istruttoria fu portata avanti tramite l’ex Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo. Il fatto sarebbe stato commesso, in riferimento alla richiesta dei danni, nel maggio del 2011 ma l’istruttoria fu completata l’anno successivo.

Nel procedimento per la tentata truffa il pm ha individuato la Regione Abruzzo come parte offesa. Pertanto l’ente potrà costituirsi nel processo penale. Nel corso del procedimento la sospettata sarà assistita dall’avvocato di fiducia Ubaldo Lopardi.

La richiesta di danni poggia su una legge regionale a sostegno delle politiche agricole e di sviluppo rurale.

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