Una marea di gente affamata di scienza

Esperimenti, luci e intrattenimento, il centro storico si ripopola. E c’è anche l’auto del film “Ritorno al futuro”

L’AQUILA. Realizzare un’eruzione vulcanica in provetta, salire sulla macchina del tempo, scoprire sul cellulare i più bei monumenti della città e assistere al volo del primo drone made in Italy. È di tutto un po’ “Sharper, notte europea dei ricercatori” che torna a riempire le vie del centro storico, ancora ferito dal terremoto, per la seconda volta in due anni, con record di presenze. L’eccellenza della scienza e della cultura, portata dagli esponenti più attivi e brillanti dell’Ateneo aquilano, del Laboratorio nazionale del Gran Sasso e del Gran Sasso Science institute, incontra bambini, ragazzi, giovani e meno giovani in un susseguirsi incalzante di ventitré eventi quasi simultanei. Difficile trovare un parcheggio per le auto, difficile trovare un posto a sedere nelle pizzerie del centro e nei pub, la notte dei ricercatori travolge la città in un tripudio di colori, musiche, esperimenti. In una serata sola è possibile vedere i crani di mammiferi selvatici e domestici, immergersi nella natura del Gran Sasso, ascoltare brani di Buccio da Ranallo, guardare la facciata della chiesa di San Massimo diventare protagonista di un grande spettacolo di luci, parlare di polveri atmosferiche e assistere alla simulazione di un terremoto. C’è poi il testimonial, l’astronauta Nespoli, pronto a tornare nello spazio: partirà da Houston nel maggio del 2017 per raggiungere l’Iss, la Stazione spaziale internazionale.

La città si riempie di bancarelle di ogni genere, dallo street food, rivisitato in chiave aquilana, alle magliette che ricordano l’evento voluto dalla Commissione europea, che ha avuto luogo in simultanea in trecento città selezionate per la qualità e i caratteri di innovazione delle proposte di divulgazione delle loro istituzioni scientifiche.

Sembra quasi che il centro, in tutte le sue piazze, in tutti i suoi angoli, in ogni vicolo accessibile, sia tornato a vivere, come e più del 2009. Quello dell’Aquila è, insieme a Perugia e Ancona, uno dei tre progetti che si svolgono in Italia, coinvolgendo in tutto una ventina di Università. Il costo della manifestazione è di 60 mila euro: la metà arrivano da Bruxelles, l’altra metà dai tre enti di ricerca aquilani.

Un appuntamento in cui intrattenimento e informazione si mescolano tra spettacoli, incontri e caffè scientifici, arte e giochi di ruolo. Ce n’è per tutti i gusti, insomma, nella notte in cui la scienza esce dagli arroccati palazzi della cultura e scende sulle strade, prendendo per mano chi la incontra e avvicinando il grande pubblico al mondo della ricerca.

Michela Corridore

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