Aca, i sindaci licenziano Di Cristoforo

L’assemblea dei soci vota all’unanimità la revoca del presidente, via libera alla nomina di un amministratore unico

PESCARA. Ezio Di Cristoforo non è più il presidente dell’Aca. È stato licenziato ieri pomeriggio dall’assemblea dei sindaci soci, nella sede dell’Unione industriali di via Raiale, che ha votato all’unanimità un documento per la revoca dell’incarico per giusta causa, «stante la rappresentata impossibilità di funzionamento dell’organo esecutivo», in quanto Di Cristoforo è da alcuni mesi sottoposto all’obbligo di dimora. Con lui decade l’intero cda, già peraltro in scadenza. Lo stesso documento prevede, inoltre, che si proceda, tramite bando, alla nomina di un amministratore unico nella prossima assemblea convocata per il 22 novembre, in prima e per il 25, in seconda convocazione.

Una svolta storica per l’azienda acquedottistica, salutata con soddisfazione dal Forum del movimento dell’acqua e dai sindaci, in particolare quelli del centrodestra, che hanno condotto una battaglia per far dimettere Di Cristoforo dopo le recenti vicende giudiziarie in cui è rimasto coinvolto. Ieri, hanno voltato le spalle tutti al presidente anche i sindaci del cosiddetto partito dell’acqua, di cui Di Cristoforo è considerato esponente di spicco. Amministratori di centrodestra e di centrosinistra si sono ritrovati per la prima volta sulla stessa lunghezza d’onda nel voler mandare via il presidente, messo in quel posto dal Pd. Nessuno si è tirato indietro, nemmeno i democratici, quando alcuni sindaci del centrodestra, tra cui quelli di Pescara Mascia e di Chieti Di Primio, primi firmatari, insieme ai Comuni di Picciano, Brittoli, Moscufo, Scafa, Collecorvino, Atri, Cappelle, Montefino, Pianella, Silvi, Torrevecchia Teatina, Villamagna, Rosciano, Turrivalignani e Civitella, hanno presentato un documento da far votare all’assemblea per la revoca. Così 44 Comuni su 44 presenti e 20 assenti hanno detto sì all’estromissione del presidente.

Ma la riunione era cominciata in maniera diversa, tanto da far temere un blitz del partito dell’acqua per salvare Di Cristoforo. Non sono mancanti momenti di tensione, quando il vice presidente Giuseppe Di Michele, presidente per l’occasione dell’assemblea, ha fatto partecipare alla seduta un docente universitario, come consulente esterno, forse, sostengono alcuni, per avvalorare la tesi secondo cui, con la revoca del presidente, si andrebbe incontro ad un ricorso per la reintegra o, quantomeno, per il pagamento di tutte le indennità spettanti sino alla fine del suo mandato tra un anno e mezzo. Ma l’elemento della giusta causa, a detta dei sindaci, dovrebbe mettere al riparo da questo rischio. Fatto sta che il sindaco di Francavilla Luciani ha contestato la presenza del consulente ottenendo la sua uscita dall’assemblea. «Di Michele», ha commentato Mascia, «in forte imbarazzo e difficoltà, cercava di mantenere a galla una barca che faceva acqua da tutte le parti, appellandosi a dei cavilli. Ma Pescara e l’intero centrodestra ce l’hanno fatta».

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