Armi e passamontagna arrestato un giovane

Un 23enne di Montesilvano nascondeva in casa un fucile con le canne e calcio mozzati, cinquanta cartucce e una pistola ad aria compressa

MONTESILVANO. Un fucile da caccia con le canne e il calcio mozzati, cinquanta cartucce, una pistola ad aria compressa e un passamontagna nero. Sembra il kit del perfetto rapinatore l’armamentario trovato in casa di un 23enne incensurato di Montesilvano – del quale gli inquirenti hanno reso note solo le iniziali, R.O., per non intralciare le ulteriori indagini in corso – arrestato dai carabinieri martedì scorso(ma la notizia è stata diffusa solo ieri). Nel frattempo il giovane è stato rimesso in libertà dopo l’udienza di convalida dell’arresto per detenzione illegale di arma clandestina e munizionamento.

L’operazione è stata eseguita dai carabinieri della compagnia di Chieti, diretti dal capitano Livio Lupieri, perché l’indagine è iniziata a Francavilla, città dove il giovane risiede. Nei pressi della sua abitazione i militari avevano notato un via vai di persone sospetto; erano quindi scattati dei pedinamenti che avevano consentito ai militari di accertare che il 23enne aveva nella sua disponibilità anche un’altra abitazione a Montesilvano. Ed è stato lì che martedì scorso è stata effettuata la perquisizione e sono spuntate fuori le armi detenute illegalmente e il passamontagna .

Perché li avesse in casa, da chi l’aveva presi, che cosa ci dovesse fare, a chi eventualmente avesse dovuto darli sono domande rimaste finora senza risposta: il giovane – riferiscono i carabinieri – non ha voluto fornire alcuna spiegazione. Secondo i militari al fucile sono state mozzate le canne e il calcio per poterlo nascondere più facilmente, per esempio sotto un soprabito, un particolare che fa pensare che l’arma dovesse servire per qualche azione criminale. Anche la presenza del passamontagna fa suppore la stessa cosa; quanto alla pistola ad aria compressa, c’è da dire che ad un occhio poco attento può essere scambiata per vera e quindi potrebbe essere usata per minacciare qualcuno. Le indagini, comunque, non sono ancora concluse ed è possibile che nei prossimi giorni vengano coinvolte anche altre persone.

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