emergenza dissesto

Caramanico, nuova frana mette a rischio la Statale 487

Lo scivolamento del pendio minaccia la parte bassa del paese e semina allarme Il sindaco Angelucci: «Già fissati stanziati 400mila euro per l’intervento»

CARAMANICO. Un nuovo movimento franoso minaccia la parte bassa del paese e rischia di coinvolgere la strada statale 487 per Sant'Eufemia e Passo San Leonardo. La comunità caramanichese, conscia dei disagi causati dagli ultimi gravi dissesti verificatisi in paese, è molto preoccupata. «Ai fenomeni della grande frana che nel 1989», afferma il sindaco Simone Angelucci, «che determinò l'interruzione del collegamento tra Caramanico Terme e Sant'Eufemia, e all'episodio di alcuni anni fa dell'enorme masso caduto dal Collalto, nei pressi del centro abitato, le abbondanti precipitazioni dei mesi scorsi hanno innescato un altro movimento franoso, che questa volta interessa il tratto della Statale 487 che introduce al centro di Caramanico, vicino all'eliporto, in contrada Piccervo. Come amministrazione siamo intervenuti prontamente conferendo incarico al geologo Silvio Cavallucci, che ha potuto accertare che la natura dei fenomeni, particolarmente estesi e dalla rapida evoluzione, pone in costante condizione di rischio l'arteria viaria di fondamentale importanza per il collegamento del borgo abitato e del territorio montano con la parte bassa della valle dell'Orta fino al territorio di Scafa con la Tiburtina Valeria. Infatti, l'attuale evoluzione del fenomeno ha spostato verso il versante di valle il fronte di frana a circa 30 metri dalla strada fino a lambire un traliccio dell'alta tensione». Lo scivolamento del pendio innescato dai fenomeni erosivi del fiume Orta notevolmente cresciuto in portata, fu segnalato già nel 2008 senza che all'epoca richiese particolari interventi, ma ora si manifestano rilevanti fenomeni in rapida e preoccupante evoluzione. «Siamo ancora nella fase della prevenzione», riprende il sindaco, «e temiamo che la natura ci stia concedendo poco tempo per agire con efficacia. Per questo mi sono rivolto agli enti competenti affinché si possa dare la giusta attenzione a questo fenomeno che richiede sia interventi in grado di rallentare il flusso erosivo fluviale in occasione delle piene, sia di realizzare opere di bioingegneria naturalistica in breve tempo, nonché presidi di protezione della linea elettrica». La situazione di degrado di questa parte del territorio è stata segnalata alla Regione e al dipartimento di Protezione civile che hanno mostrato subito attenzione «tanto», aggiunge Angelucci, «che in fase di avvio è stato stabilito un intervento di 400mila euro per la stabilizzazione del versante destro del fiume nei pressi del centro storico, all'altezza del Parco del Pisciarello, e si spera in prossimi urgenti finanziamenti per poter compiere opere più complesse ed efficaci sulle sponde del fiume Orta e ridurre i rischi che coinvolgono la viabilità principale e le zone abitate».

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