Cimiteri, la gestione va ad Attiva

Alessandrini conferma i tagli in bilancio, ma sui conti è scontro con Forza Italia

PESCARA. La gestione dei due cimiteri della città, dal 2008 affidata a una società privata, tornerà temporaneamente al Comune. O meglio, a una municipalizzata dell’ente, Attiva spa, ossia l’azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Lo ha rivelato ieri l’assessore al bilancio Bruna Sammassimo, durante la presentazione del bilancio di previsione, approvato mercoledì scorso dalla giunta. Per affidare i due cimiteri ad Attiva, in attesa che si avvii una nuova gara d’appalto, l’amministrazione comunale sarà costretta a modificare lo statuto della società. Ma torniamo al bilancio. Ieri, il sindaco Marco Alessandrini ha chiamato gli organi di informazione per illustrare la grave situazione del bilancio del Comune. Il sindaco ha confermato che sono stati trovati i 7 milioni che mancavano facendo ulteriori tagli alle spese. Tra cui anche quelle per i servizi sociali, che perdono altri 300mila euro.

Poi, Alessandrini ha riaperto una polemica sui conti, accusando la precedente amministrazione di centrodestra di aver sperperato il denaro pubblico. Per questo, ha raccontato la favola di Esopo della formica e della cicala. «Noi siamo l’amministrazione formica», ha detto, «rispetto alle cicale che ci hanno preceduto».

Pronta la replica giunta dai consiglieri di Forza Italia. «Dopo un anno di governo della città», si legge in una nota, «il sindaco Alessandrini dovrebbe finirla di addossare agli altri le responsabilità delle precarie condizioni delle casse comunali. Se il piatto piange non è colpa né delle cicale e né delle formiche, ma di una serie di mancati incassi: 15 milioni per il mancato pagamento della Tares e della Tari, 8 milioni per i mancati rimborsi delle spese per il palazzo di giustizia, 8 milioni per i mutui del servizio idrico, e poi i tagli operati dal governo Renzi che, su Pescara, graveranno per 3 milioni di euro».

Il sindaco, ieri, ha ribadito che «non è indifferente la procedura di dissesto controllato cui noi stiamo accedendo, piuttosto che quella del dissesto, che vogliamo evitare e scongiurare. Il dissesto e il commissariamento sarebbero una iattura per la comunità pescarese». (a.ben.)

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