Comune, i conti della crisi pagati da famiglie e malati

Le manovre per risanare il bilancio penalizzano di più le classi medio basse Colpite anche le associazioni culturali, le fondazioni e i proprietari di immobili

PESCARA. Associazioni sportive, fondazioni culturali, anziani e malati. E poi ancora: famiglie con redditi medio bassi, proprietari di abitazioni affittate, cittadini che non ce la fanno a pagare le bollette. È lungo l’elenco delle categorie più penalizzate dalle manovre varate dall’amministrazione per evitare il dissesto finanziario. Facendo un esame delle misure adottate fino ad oggi si scopre che i conti di scelte dissennate operate dai precedenti amministratori comunali li pagano, in proporzione, proprio le classi medio basse, quelle che paradossalmente hanno risentito maggiormente della crisi.

Associazioni sportive. In cima alla lista dei tartassati c’è la galassia di associazioni sportive dilettantistiche che ruota attorno agli impianti sportivi comunali. Il mese scorso, la giunta comunale ha varato il nuovo piano tariffario che prevede aumenti in media del 40, ma che in alcuni casi raggiungono anche il 200 per cento dei canoni applicati fino all’anno scorso. Alcune associazioni temono che prezzi così alti possano decretare la loro morte. L’assessore allo sport Giuliano Diodati ha promesso, però, di abbassare di un 10 per cento le tariffe a partire da giugno.

Servizi sociali. L’amministrazione Alessandrini ha agito anche sul fronte delle spese per coprire i buchi in bilancio e non ha risparmiato dai tagli nemmeno un settore delicatissimo, come quello del sociale. Ai servizi sociali sono stati tolti, finora, 700mila euro. Soldi prelevati, in gran parte, dall’assistenza domiciliare. Questo significa che quest’anno gli assistenti sociali potranno dedicare meno giorni e meno ore ad anziani, malati e disabili.

Fondi per le bollette. Sono stati ridotti anche i fondi per i piani di zona, in particolare quei soldi che venivano assegnati alle parrocchie per aiutare le famiglie meno abbienti a pagare le bollette di luce, gas e acqua.

Fondazioni culturali. Niente più contributi alle fondazioni. L’amministrazione comunale ha cancellato totalmente i fondi che ogni anno assegna all’Ente manifestazioni pescaresi, alla fondazione Paparella-Treccia e al museo delle Genti d’Abruzzo. L’anno scorso, ai tre enti erano stati erogati circa 450mila euro. Quest’anno, invece, zero. Cosa accadrà ora all’Ente manifestazioni che ha già presentato il programma di spettacoli estivi contando proprio sui contributi del Comune? Nei guai anche il museo delle Genti che conta ben 12 dipendenti.

Proprietari di immobili. Tasi e Imu erano state già alzate al massimo alla fine dell’anno scorso. La settimana scorsa, il consiglio comunale ha approvato una delibera che cancella anche le poche agevolazioni rimaste. D’ora in poi, pagheranno l’Imu al massimo, cioè con l’aliquota del 10,6 per mille, anche i proprietari di immobili che affittano la loro casa a canone concordato e quei contribuenti che affidano i loro immobili in uso gratuito a parenti di primo gfado in linea retta, cioè ai figli o ai genitori.

Famiglie con redditi bassi. Un’altra stangata è in arrivo per le famiglie meno abbienti. Lunedì prossimo, il consiglio approverà una delibera per ridurre la fascia di esenzione dell’addizionale Irpef da un reddito di 16.040 euro, a 5.830,76 euro. Ma un emendamento degli uffici dell’ente punta a far risalire la quota di esenzione fino a 10.000 euro. Sta di fatto che ora anche le famiglie con redditi bassi pagheranno l’addizionale comunale sull’Irpef.

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