TORINO

Confermato il carcere duro, e il pescarese Cospito continua lo sciopero della fame

Confermato il 41 buis per l'anarchico , ma il processo per strage si ferma e gli atti passano alla Consulta. I suoi legali: "Con lo sciopero della fame è al limite"

TORINO. Si ferma il processo, celebrato dalla corte di Assise di Appello, in cui l'esponente anarchico Alfredo Cospito è chiamato a rispondere di strage. L’imputato, originario di Pescara, è detenuto da 10 anni in carcere in regime di 41 bis per le bombe piazzate nel 2006 davanti alla Scuola allievi carabinieri di Fossano (Cuneo). Accogliendo una richiesta della difesa, i giudici hanno sollevato una questione di legittimità costituzionale e hanno disposto la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale, per chiarire se possibile o meno concedere l'attenuante del “fatto di lieve entità” se l'imputato è considerato recidivo. Per Cospito, la Procura Generale aveva chiesto l'ergastolo.

Resta il regime del 41 bis nei suoi confronti: il tribunale di Sorveglianza ha respinto il reclamo avanzato dai difensori di Cospito contro il regime di carcere duro che gli era stato applicato per quattro anni. Il detenuto è “determinato ad andare avanti” con lo sciopero della fame durante la detenzione presso il carcere di Bancali a Sassari, ha spiegatol'avvocato difensore, Flavio Rossi Albertini, aggiungendo che: “secondo il nostro medico, è arrivato al limite”.