PESCARA

Covid e influenza, scarseggiano i medicinali

Zenobii (Federfarma): siamo in una tempesta perfetta, tra l’enorme richiesta e i problemi di trasporto

PESCARA. Irreperibilità del principio attivo, problematiche derivanti dalla produzione rallentata, imprevisto incremento di un determinato farmaco e situazioni di emergenza sanitaria e mondiale legata che al conflitto bellico. Sono tra le ragioni che stanno provocando la riduzione di scorte di medicinali anche nelle farmaci pescaresi, come sta accadendo in tutta Italia.

Scarseggiano antinfiammatori e antibiotici per contrastare le malattie da raffreddamento; per alleviare i bruciori di stomaco, analgesici per bambini o anche per fare l’aerosol. Sul sito internet dell’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, sono elencati tutti i medicinali carenti e le motivazioni, che vanno dalla cessata commercializzazione ai problemi produttivi, fino all’elevata richiesta contingentata.

«La situazione è seria», perché «va avanti progressivamente da alcuni mesi», e le scorte «si esauriscono anche in un paio di giorni», sostengono i farmacisti che, però, rispondono alle esigenze della clientela con la sostituzione dei farmaci generici o equivalenti, che hanno lo stesso principio attivo di quelli originali. Quando ciò non è possibile, perché la patologia ha bisogno di ulteriori approfondimenti, si chiede all’utenza di «tornare dal medico curante per valutare una nuova terapia».

Sulla questione fa chiarezza Fabrizio Zenobii, presidente di Federfarma Pescara: «Innanzitutto va fatta una distinzione fra carenze e indisponibilità. La carenza di un medicinale, intesa come difficoltà o impossibilità per il paziente nel suo reperimento, è un fenomeno che può avere carattere temporaneo o permanente, e può essere determinato da diverse problematiche quali, per esempio, l’irreperibilità del principio attivo, o problemi legati alla produzione, provvedimenti di carattere regolatorio, imprevisto incremento delle richieste di un determinato medicinale, o emergenze sanitarie».

La scarsità di approvvigionamenti «può incidere significativamente sui pazienti in quanto può comportare l’interruzione totale o parziale del trattamento terapeutico o la necessità del passaggio a un’alternativa terapeutica che potrebbe risultare meno efficace o, comunque, richiedere una fase di assestamento. Per “indisponibile” si intende un medicinale per il quale la difficoltà di reperimento non sia correlata a problematiche produttive, ma a disfunzioni della filiera distributiva».

«Ci troviamo», conclude Zenobii, «in una sorta di tempesta perfetta generata da più questi fattori, dall’enorme richiesta di alcune molecole per la patologia del Covid unita alla concentrazione dei siti produttivi e alle problematiche nei trasporti legate ai conflitti. La situazione è seria ma viene monitorata dall'Aifa».

«Le scorte arrivano a singhiozzo», sostiene Michelangelo Mastromonaco, titolare della farmacia dei Colli, «scarseggiano Nurofen e Brufen, ma ci sono gli equivalenti e la gente li accetta, ma non sempre, e si lamenta. Il Gaviscon viene preferito in bustine piuttosto che in pasticche, il Lobivon per la pressione c’è . Speriamo che la situazioni migliori». Stefano Teodori, dell’omonima farmacia in corso Vittorio, annota che non sempre sono disponibili «ibuprofene per bambini e medicinali per aerosol. A chi non accetta i generici dobbiamo chiedere di tornare dal medico di base per una nuova prescrizione terapeutica. La situazione non è drammatica, ma è progressiva».

«Non è una carenza allarmante», dicono dalla farmacia Perbellini sulla Nazionale: «è una situazione comune in tutta Italia, non sappiamo quando finirà, ma gli utenti possono acquistare i generici in caso di indisponibilità dell’originale».