Ex Cofa, nel mirino il patto firmato tra Mascia e Becci

L’opposizione e l’Udc criticano l’accordo di programma rischia di saltare l’intervento della Camera di commercio

PESCARA. Rischia di saltare l’accordo di programma che Regione, Provincia, Comune e Camera di commercio hanno firmato lo scorso primo febbraio per consentire all’ente camerale di avviare il suo progetto di riqualificazione dell’ex Cofa. L’opposizione contesta quel patto tra Chiodi, Testa, MasciaeBecci, in deroga al prg e al Piano particolareggiato (Pp2). Anche l’Udc mostra qualche perplessità e la maggioranza rischia di non avere i numeri sufficienti per ratificare quell’accordo, durante il consiglio comunale già convocato per venerdì 15.

Un segnale in questo senso è arrivato ieri mattina, durante i lavori della commissione Urbanistica per un primo esame della delibera contenente l’accordo di programma per l’ex Cofa. Il centrosinistra si è schierato contro il provvedimento. «La delibera con la quale si procede allo stralcio delle aree ex Cofa dal Piano particolareggiato 2», ha affermato Adelchi Sulpizio, che ha da poco lasciato l’Idv per passare al movimento di Massimo Donadi Centro democratico, «rappresenta l’ultimo atto con il quale viene fatto calare definitivamente il sipario sulla programmazione unitaria del lungomare sud di Pescara». «Tutti gli studi fatti e le consulenze pagate per pianificare queste aree in visione degli interessi collettivi», ha fatto presente Sulpizio, «sono venuti meno di fronte all’interesse di ciascun proprietario di fare dei propri terreni ciò che meglio crede e di fronte all’incapacità politica di assumere atti a difesa del Pp2. È assurdo constatare come il sindaco Mascia e l’assessore all’urbanistica Antonelli non solo non abbiano fatto nulla per salvaguardare l’unitarietà della pianificazione del Pp2, ma che addirittura nella conferenza di servizi abbiano espresso parere favorevole allo stralcio delle aree di proprietà della Camera di commercio dal Piano».

Discordante, secondo il Pd, la posizione dell’assessore all’urbanistica, da una parte favorevole all’accordo di programma con la Camera di commercio e dall’altra contrario al permesso rilasciato alla società Pescaraporto per la realizzazione di un centro residenziale con uffici e negozi nell’area ex Edison, accanto all’ex Cofa. «Dopo l’unanime giudizio negativo», hanno osservato il consiglieri del Pd Enzo Del Vecchio, Camillo D’Angelo e Florio Corneli, «espresso da tutti i relatori del convegno, organizzato sabato scorso dalla Confcommercio, sulla procedura esperita e sui contenuti del Piano particolareggiato, adottato dalla giunta, una pausa di riflessione sarebbe d’obbligo». Gli esponenti del Pd hanno concluso minacciando battaglia in consiglio contro «il perpetrarsi di un autentico scempio urbanistico, di cui Pescara non ha proprio bisogno». Perplessità sono state espressse anche dall’Udc. «Noi non siamo contro l’accordo di programma», ha detto il capogruppo Vincenzo Dogali, «ma demonizziamo il metodo adottato. Con l’intervento di Pescaraporto sono cambiati tutti gli indici urbanistici e ora è necessario rivederli». Secondo Dogali, prima di ratificare l’accordo, si dovrebbe attendere il pronunciamento del Tar, il 23 maggio, sui due ricorsi presentati contro il progetto di Pescaraporto.

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