Fanghi del dragaggio in mare, il governo impugna la delibera della regione

Il provvedimento della giunta abruzzese finisce davanti alla Corte costituzionale. Il Wwf: “La delibera consente una vera e propria deregulation sullo scarico dei materiali”

PESCARA. Il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale una recente delibera regionale attinente i dragaggi. «Il Wwf- scrive la stessa associazione in una nota - aveva inviato al Ministero dell’Ambiente una nota, che qui si allega, in cui si chiedeva un immediato intervento (e alla Giunta Regionale di ritirare il provvedimento) perché si trattava di una vera e propria deregulation sullo scarico di materiale dragato a mare, in violazione non solo di norme nazionali ma addirittura di diverse Convenzioni Internazionali poste a tutela dell’ambiente marino. In particolare la Giunta Regionale ha stabilito che fino a 25.000 mc ci possa essere praticamente una totale assenza di regole, con una mera comunicazione sull’immissione in mare del materiale. Inoltre, per come è stata formulata la delibera, sarebbe possibile spezzettare progetti di dragaggio di enorme portata in tanti piccoli interventi da 25000 mc in modo tale da aggirare le precise norme imposte appunto dalle convenzioni internazionali».

Dal canto suo Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf Abruzzo ricorda che lo «scarico a mare di materiale dragato deve essere considerata come l’extrema ratio e deve avvenire in presenza di rigide procedure volte a tutelare il delicato ambiente marino, visto che l’immersione in mare di materiale può produrre enormi perturbazioni sia per quanto riguarda la qualità delle acque (basti pensare che il materiale in sospensione può viaggiare con le correnti per decine di chilometri) sia per quello che riguarda il substrato che può venir ricoperto», soffocando, «tutta la comunità di organismi che lo popola. Vi è poi da considerare la problematica delle caratteristiche chimiche e granulometriche del materiale, che deve essere per legge sottoposto ad indagini approfondite».

L’associazione ritiene che le «scorciatoie» introdotte dalla Delibera di Giunta Regionale siano solo espedienti populistici che alla fine aggravano i problemi dei dragaggi e non li risolvono. Per questo rinnoviamo l’appello alla Giunta di ritirare la Delibera e di regolamentare in maniera corretta il settore».

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