Imu, scontro in consiglio sulle aliquote

PESCARA. Consiglio comunale completamente bloccato sull’esame dell’Imu. La seduta di ieri pomeriggio, andata avanti fino a sera, ha fatto registrare di nuovo un nulla di fatto. L’opposizione ha...

PESCARA. Consiglio comunale completamente bloccato sull’esame dell’Imu. La seduta di ieri pomeriggio, andata avanti fino a sera, ha fatto registrare di nuovo un nulla di fatto. L’opposizione ha proseguito l’ostruzionismo con la discussione di emendamenti e subemendamenti al regolamento sulla nuova tassa per la casa, mentre la maggioranza ha tentato in tutti i modi di farli decadere. Non sono mancati momenti di tensione. Si è assistito anche a un battibecco tra il sindaco Mascia e il consigliere del Pd Camillo D’Angelo sulle spese da tagliare per recuperare le risorse necessarie per ridurre le aliquote Imu. D’Angelo ha indicato, tra le varie spese in aumento in bilancio, quella per il tribunale. Mascia ha ribattuto con un no ricordando i debiti lasciati dalla precedente giunta.

Gran parte della discussione, però, è stata incentrata su un emendamento presentato dal consigliere del Pd Antonio Blasioli. «Il Comune ha previsto un’aliquota per le case popolari del 7,6 per mille», ha spiegato, «ciò significa far pagare all’Ater 600mila euro. L’emendamento proponeva di utilizzare l’incasso per la ristrutturazione degli alloggi e per la realizzazione di ascensori nei palazzi più vecchi che ne sono sprovvisti».

Bocciata, infine, la proposta del capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio per fissare le aliquote al 4 per mille, per la prima casa e al 7,6, per gli altri immobili, così come stabilito dal governo per il calcolo della prima rata. Ma l’assessore ai tributi Massimo Filippello ha bocciato la richiesta. «Ci ha risposto che non è possibile modificare le aliquote», ha fatto presente Di Pietrantonio, «perché il bilancio è stato costruito prevedendo un determinato gettito».

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