La Provincia di Pescara dà più soldi ai dirigenti

Previsti aumenti fino a 7 mila euro lordi per le retribuzioni di posizione Bucco e Di Rino invece perdono quasi 2 mila euro perché hanno meno incarichi

PESCARA. La Provincia di Pescara, invece di prepararsi all’accorpamento con Chieti, così come prevede il progetto di legge del governo bloccato in Parlamento, pensa ad aumentare gli stipendi ai propri dirigenti. Dal prossimo anno, infatti, quasi tutti i responsabili di settore percepiranno una retribuzione di posizione più consistente. In alcuni casi, tra i 5 e i 7.000 euro in più all’anno. Un bel regalo di Natale.

È l’effetto della riorganizzazione dell’organico, avviata dall’amministrazione provinciale per cercare di rendere più efficiente la macchina amministrativa. Il 7 novembre scorso, la giunta si è riunita e ha approvato una delibera che ridefinisce gli incarichi e le indennità di posizione, cioè una delle quattro voci della busta paga dei dirigenti. Le altre voci sono la retribuzione tabellare, l’anzianità di servizio e l’indennità di risultato.

«Si tratta di un atto dovuto», ha spiegato l’assessore al personale Valter Cozzi, «i dirigenti che hanno ricevuto maggiori incarichi rispetto al passato ottengono un’indennità più alta. Non è una nostra decisione, lo prevede la legge».

Ecco gli aumenti. Il salto più alto lo fa Paolo Campea. La sua retribuzione di posizione, grazie a un aumento degli incarichi, lievita da 29.588 a 36.686 euro lordi all’anno, cioè oltre 7.000 euro in più. Lo segue a ruota Ebron D’Aristotile, responsabile della Programmazione, che si vede crescere l’indennità da 30.091 a 35.300 euro lordi, sempre all’anno. Paolo D’Incecco, alla guida del settore Opere pubbliche, partendo da una retribuzione di posizione di 36.362 euro, arriva addirittura a 40.411 euro lordi. Piccoli avanzamenti anche per Maria Ferrara, dirigente al settore Economico finanziario, da 32.791 a 32.874 euro e Gianfranco Piselli, responsabile dell’Ambiente, da 36.362 a 37.162 euro. Fanno invece un piccolo passo indietro Tommaso Di Rino, dirigente al Lavoro, da 39.386 a 37.812 euro e Nicoletta Bucco, responsabile della Pubblica istruzione, da 36.362 a 34.650 euro lordi. Ma quest’ultima, essendo anche vice segretario generale, percepirà un’indennità annua aggiuntiva di 3.600 euro lordi.

Forese in pensione. La riorganizzazione del personale, che ha portato gli aumenti di stipendio, parte dalla decisione di uno dei dirigenti, Antonio Forese, responsabile del settore Risorse umane, di lasciare il lavoro per andare in pensione. L’amministrazione provinciale ha preso la palla al balzo per ridurre il numero dei dirigenti ed effettuare un rimpasto tra i vari settori. Ne sono venuti fuori aumenti di stipendio anche per i dirigenti che ricoprono lo stesso numero di incarichi. «La spesa per le indennità di posizione resta la stessa, cioè 254.900 euro», ha precisato l’assessore, «ci sarà comunque un risparmio per l’ente, perché si è ridotto il numero dei dirigenti».

La riorganizzazione. Gli aumenti sono giustificati dalla riorganizzazione. Eccola, in sintesi. Il settore Risorse umane, lasciato da Forese, viene affidato a Campea, che riceve anche le Attività produttive, il Turismo e lo Sport. D’Aristotile, oltre alla Programmazione, si dovrà occupare anche della valorizzazione del patrimonio. Piselli, insieme all’Ambiente, dovrà controllare le Politiche energetiche e il Genio civile. La Bucco perde il Patrimonio e il Genio civile, ma acquista la Pubblica istruzione. D’Incecco somma la Manutenzione alle Opere pubbliche. Di Rino perde il Turismo e mantiene il Lavoro. La Ferrara, infine, resta al settore Economico-finanziario.

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