Montesilvano, stop alla musica spaccatimpani sulla riviera: chiuso il Tortuga

Il sindaco Maragno ha recepito le richieste dei residenti della riviera. Il titolare del night: «Faremo ricorso e ora puntiamo sul Megà, il locale di via Bologna»

PESCARA. Stop alla musica al club Tortuga dopo l'ordinanza emanata dal sindaco di Montesilvano Francesco Maragno a seguito delle proteste del Comitato Sos Movida selvaggia (in rappresentanza di oltre 600 cittadini sparsi lungo la riviera, da via Livenza fino a Porta Nuova e ai Colli) che ha chiesto l'intervento anche del sindaco di Pescara Marco Alessandrini e della prefettura per fermare i decibel spaccatimpani provenienti da uno degli ultimi stabilimenti balneari rimasti aperti dopo l'estate.
Strascichi della stagione estiva che si sono protratti fino ad autunno inoltrato e che hanno fatto perdere più volte il sonno e la pazienza ai cittadini rivieraschi che per mesi si sono ribellati a colpi di denunce, email e telefonate ai rappresentanti istituzionali.
Il Tortuga chiude i battenti, ma il titolare dello storico locale sulla riviera, Ivan Vaccaro, si dice pronto a ripartire con la discoteca Megà di via Bologna.
Vaccaro non si sbottona sull'operazione i cui dettagli restano top secret, ma conferma: «Il Tortuga, al momento è chiuso», rivela l'imprenditore, «forse apriremo d'inverno per cerimonie ed eventi che si svolgeranno all'interno della struttura, quindi senza alcun impatto acustico per l'esterno. Adesso, il nostro obiettivo è occuparci del Megà».
Sull'ordinanza sindacale Vaccaro annuncia che «faremo ricorso». Ma ci tiene a precisare che «abbiamo accolto e preso atto delle richieste dei cittadini: a noi è stato richiesto un adeguamento acustico negli spazi esterni, è necessaria una taratura equa dell'impianto».
Interventi previsti per la prossima estate quando ripartirà la movida sul lungomare?
«Non possiamo, ora, fare programmi per la prossima estate», dice Vaccaro.
L'ordinanza di Maragno era stata disposta sulla base di una relazione fonometrica dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente relativa al controllo delle emissioni sonore di uno stabilimento balneare, eseguita nelle notti tra il 15 e il 16 settembre e tra il 16 e il 17 settembre, dalla quale era emerso il superamento del valore limite.
Quindi, è stata disposta l'immediata sospensione dell'utilizzo degli impianti elettroacustici la cui diffusione di musica amplificata arrivava fin dentro le abitazioni dei residenti infuriati.
Ai titolari del locale il compito di produrre «adeguata documentazione, accertata da Arta e Asl, inerente gli interventi eseguiti per l'abbattimento delle emissioni sonore e la valutazione di impatto acustico redatta da un tecnico competente», precisa una nota del Comune di Montesilvano.
Il comitato Sos Movida selvaggia nelle settimane scorse ha incontrato anche il sindaco Alessandrini il quale ha assicurato «il potenziamento dei controlli della polizia municipale», ma ha chiaramente spiegato alla delegazione di cittadini che «non si può spegnere all'una di notte la movida estiva con migliaia di persone».
Per i residenti, è una vittoria a metà, ma la battaglia continuerà per mantenere il diritto al sonno per tutto l’anno.
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